Musica

Nobel 2016: Ha vinto la canzone

Bob Dylan canzone

Ha vinto la canzone.

Sembra difficile da credere, ma il nobel 2016 per la letteratura è stato assegnato a Robert Allen Zimmerman, meglio noto come Bob Dylan.
Proprio così.
In molti all’annuncio da parte dell’accademia hanno storto il naso, io no, anzi ne sono stato felice ed in questo articolo andrò ad argomentare le mie motivazioni:

La canzone D’AUTORE è letteratura.
il premio Nobel a Dylan,la riconosce ufficialmente come tale .

Sempre snobbata da critici ed intellettuali, solo in pochi, tra cui Fernanda Pivano, mettono “la canzone d’arte” sullo stesso piano della letteratura “tradizionale”.
La letteratura (ed il mondo che gravita attorno ad essa) non può avere il monopolio sulla parola, altre forme se ne servono con dignità e rigore.

In molti hanno osteggiato la decisione di assegnarlo al sig.Zimmerman;  Anna North, editorialista del NYT,scrive:


” Yes, Mr. Dylan is a brilliant lyricist. Yes, he has written a book of prose poetry and an autobiography. Yes, it is possible to analyze his lyrics as poetry. But Mr. Dylan’s writing is inseparable from his music. He is great because he is a great musician, and when the Nobel committee gives the literature prize to a musician, it misses the opportunity to honor a writer.”


Altri hanno etichettato la vittoria di Dylan come la vittoria “del ’68”,ma in realtà le poesie di Dylan conducono prima che ad un discorso politico, ad un discorso etico, indipendente dall’uso politico della canzone.

La motivazione dell’accademia non rende a pieno il ruolo che ha avuto Dylan nella cultura del’900.
Premetto che non sono fan di Dylan, ma è innegabile che sia inventore di un modello di “poetica in musica”, trasformando la classica folk-song americana , rielaborandone lo standard.

All’interno del mondo cantautorale italiano, tangibili riferimenti sono presenti in De Gregori, che ha sempre palesato la propria passione per il cantore della “Beat Generation”, Francesco Guccini, in particolare in Folk Beat n°1 (1968) e Fabrizio De Andrè che fa sua “Romance in Durango”

Un autore di canzoni non è stato mai onorato e probabilmente non lo sarà mai più.
Dylan è precursore di un genere.
La vittoria di Dylan è la vittoria della canzone.

Umberto Eco in “Apocalittici e integrati”(1964)  a proposito della canzone “impegnata” scrive così:


La proposta di una canzone “diversa” tenta vie alternative. Ma in che modo le percorre? Fatalmente, occorre dirlo, ancora a livello” colto” (per “colto” si intende un modo di intendere i valori che deriva da una tradizione culturale di stampo umanistico) […]”

E ancora aggiunge:


quanto ancora possa dare questo filone, ancora non sappiamo;[..] si tratta comunque di un processo che è iniziato e che non resterà senza conseguenze.”

The times they are a-changin’.

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