Urban Art

Le cabine elettriche di Bologna si accendono di arte diffusa Sconfiggere il degrado attraverso opere d'arte,si può.

Loris Sunda Dogana Via Colombarola, 44

Serendippo Uno

Da qualche anno l’associazione Serendippo Uno si occupa di promuovere iniziative culturali e artistiche che coinvolgono la realtà civica bolognese.  Dall’organizzazione di scambi di libri all’interno 7 di via Mascarella,  si è poi passati a progetti rivolti al panorama artistico della città: tra tutti è da ricordare l’iniziativa di promuovere varie mostre e performance legate alla filosofia del “R.U.S.Co.”, la quale letteralmente richiama la parola del dialetto bolognese che rappresenta l’immondizia, la spazzatura, ma a livello di acrostico rappresenta il Recupero Urbano Spazi Comuni.  

In altre parole, come si legge sul sito , l’idea è quella di creare “un percorso che utilizza l’arte in strada come modo e pretesto per combattere l’anonimato, la sporcizia e il degrado della città, dando nuova dignità a oggetti che per necessità vivono sulla strada.”

Il Progetto

“Accenditi per Accenderla”  è un’ iniziativa proposta dall’associazione Serendippo all’Urban Center Bologna, un centro di condivisione di idee e progetti che, col patrocinio del Comune di Bologna, ha dato la possibilità, tramite un finanziamento di mille euro, di utilizzare gli spazi nel territorio bolognese nell’ambito di un percorso di accensione civica. 

Tuttavia il vero protagonista organizzativo è Enel Sole che intende abbellire le nuove cabine elettriche con tecnologie a LED presenti in città. Questa partnership prevede di creare un collegamento tra arte ed illuminazione in rapporto alla fisicità proprio di quelle cabine che contengono la vera elettricità di cui la città ha bisogno.

 E’ per questo che: “Intervenire sulle cabine elettriche significa intervenire su un oggetto di pubblica utilità trasformandolo in un elemento di arredo urbano grazie all’impiego dei linguaggi dell’arte in strada, arte che abita la città, la sorprende, la stimola, la provoca e perché no, disturba i suoi abitanti, li cerca, si fa trovare. L’arte diventa uno strumento di valorizzazione dello spazio pubblico, in grado di dialogare con la città e i cittadini stabilendo un rapporto se non del tutto pacifico, almeno fertile.”

Call for Artists

Da inizio agosto è stata indetto un bando per raccogliere i veri esecutori di questo progetto. A settembre 166 artisti che si sono presentati (tra cui artisti internazionali, come C215) solo 36 sono stati selezionati da Enel Sole per dipingere le grigie cabine.

 Il tema della Call, l’illuminazione, presuppone l’impiego dei colori  nero, rosso, bianco e blu,monocromi, adatti a superfici esterne in plastica e molto intensi. L’assetto primario è quello di creare un’opera molto grafica e dai colori sgargianti, affinché irradidi fascinoso stupore lo spettatore casuale all’interno della città. 

Next>>>

“Accenditi per Accenderla” non è un progetto a breve termine né rimarrà isolato in città. Infatti già da novembre ci saranno eventi in città per richiamare l’attenzione del cittadino sulle opere esposte pubblicamente. Uno degli appuntamenti più importanti è alle 15.00 il 19 novembre, giorno in cui l’associazione Serendippo promuoverà un giro in bici intorno a Bologna lungo ognuna delle 36 cabine realizzate. Questo evento sarà reso possibile grazie ad una proficua collaborazione tra tutte le associazioni di Nolo-bici  nel territorio felsineo tra cui Altra Babele, Demetra Bike, Dynamo e Montesole Bike Group.

Cominciamo dunque a parlare delle cabine appena realizzate: ho preso in esame tre opere per commentarle e cercare di dare un’interpretazione al lavoro di ogni singolo artista. 

E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce. (Giovanni, III, 19)–                                                              Loris Sunda Dogana  Via Colombarola,44

Un trittico per rappresentare altrettante dimensioni dell’illuminazione: tutte e tre le cabine hanno in comune il tema della luce ma esse contengono sostanziali differenze. 

Come prima cosa si può notare un ciclo figurativo ed evolutivo che ha una coerenza verticale: infatti da figure sotterranee/infernali (cabina del Vulcano) si passa ad un disegno umano tentacolare (cabina della Lampada) per poi terminare con uno scenario stellato/paradisiaco.

 Questa è la mia personale interpretazione del trittico che mette in relazione le dimensioni trascendentali del mondo con la luce in tutti i suoi aspetti.
 Interessante è anche il legame che si crea tra le figure segnalate dal rosso vivo: la potenza distruttrice di   un vulcano è azionata dall’accensione di un lampioncino da scantinato; un’elegante lampada da comò è accesa da un soggetto con cravatta di dubbia natura (la sapienza dell’intellettuale? La furbizia del potente?); infine, una  lampadina racchiude in sé stessa la sua antenata, la candela accesa, quasi a commistione di due elementi luciferi per rischiarare quello che è per definizione il simbolo della luce: un notturno stellato.

Loris Sunda Dogana Via Colombarola, 44
Loris Sunda Dogana Via Colombarola, 44

Stelle Confuse
Plant a Tree, Plant Power
 – Via Albani,14

La chiarissima arte dello stencil: Lo schema iconografico di Stelle Confuse rappresenta solitamente la predilezione per la potenza della natura e realizza questo concetto sempre in maniera schietta e delicata. Nella parte inferiore di questa cabina, un albero rigoglioso si erge verso l’alto e presenta come frutti delle spine elettriche. 

Queste terminazioni floreali cercano delle connessioni per poter dar vita all’albero, ma soprattutto alla cabina. Nella parte superiore una nuova scena figurativa: una pianta appena piantata, con pochi frutti, è circondata da polarità elettriche (rosso e blu) che le consentiranno di essere fecondata per crescere e continuare a maturare. 

Questa Cabina non delinea solo un messaggio naturalistico molto forte ma può anche essere interpretato come un messaggio umano in relazione alle connessioni elettriche che si formano tra le persone: solo queste dunque possono spingere una persona a crescere e a maturare.

Plant a Tree, Plant Power - Via Albani,14
Plant a Tree, Plant Power – Via Albani,14

Uolve
Melanocetus Johnsonii
– Via Stalingrado,86

“Ho scelto di reinterpretare un pesce lanterna,per la precisione un Melanocetus johnsonii trovato su un libro inglese di storia naturale del 1864, un paio di batteriofagi e una libellula.” Così afferma l’artista Uolve dopo aver finito di dipingere.  

L’attenzione è sicuramente rivolta verso il pesce degli abissi: il Melanocetus, o Diavolo Nero, che usa la sua antenna anteriore, Illicio, per ingannare e catturare la preda. La scelta di rappresentarlo nel suo habitat oscuro, con la bocca spalancata, demarca anche quanto la luce sia di vitale importanza per questo pesce. 

Non a caso l’illicio qui è ampiamente enfatizzato e realizzato sotto forma di lanterna, quasi a creare un connubio tra il mondo marino di superficie e quello degli abissi.  In aggiunta a ciò c’è da dire che la raffigurazione del Melanocetus è fortunata nel mondo della Street Art: infatti non è un caso che questo pesce appaia sui muri delle città, spesso in relazione a lampioni. 

Tra tutti è da riportare accanto a quest’opera in questo senso l’opera di Skurk in Norvegia.

La parte inferiore si può infine intendere come una colorata intenzione riempitiva dell’artista sulla scia degli antichi archivi di storia naturale del XVIII secolo.

Melanocetus Johnsonii - Skurk
Melanocetus Johnsonii – Skurk
uolve, Via Stalingrado,86
uolve – Via Stalingrado,86

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*