Architettura e Design

La scrittura secondo Olivetti pt.2 : Modernità e Lungimiranza

Come l’oggetto influenza la produzione del testo scritto.

In effetti è suggestivo pensare che molta della produzione scritta di molte personalità sia legata ad una macchina da scrivere Olivetti. Indro Montanelli, Pier Paolo Pasolini, Leonard Cohen, Sylvia Plath, Cormac McCarthy hanno riconosciuto nella Lettera 22 un buon confidente a cui affidare loro potenza creativa. In un bell’articolo di Paolo di Stefano, uscito sul Corriere della Sera nel 2011, Tiziano Terzani confessa:

«I miei romanzi li ho sempre scritti a mano su quaderni e poi ricopiati a macchina: la ricopiatura mi dà il tempo di riflettere sulle piccole cose, che poi non sono affatto piccole. In realtà è una nuova stesura che quelli che lavorano al computer si perdono. Diversi amici molto fidati mi dicono: “Risparmieresti un sacco di tempo”, ma per me non è così che si lavora. Abbreviare i tempi tecnici della scrittura è contro natura».

In effetti le diverse scritture di un testo effettuate sulla macchina da scrivere danno modo allo scrittore di intervenire meglio sul tessuto narrativo, di scoprire e correggere gli errori, di rimuovere e perché no, anche di conservare le parti al momento ritenute non idonee. Il lavoro si sposta sulle singole componenti del testo. Si parte dalle lettere e dall’interpunzione per risalire pian piano alle parole e alle strutture sintattiche. Ogni dubbio o errore può trasformarsi in uno spunto inedito sul quale costruire storie nuove. Ne deriva un legame profondo con il testo scritto in cui anche l’eventuale errore o incongruenza sono risultati autentici di un uomo che pensa.

C’è dunque chi preferisce ancora il ticchettio dei tasti, quel ritmo sonoro che segue quello del pensiero e scandisce il tempo lento della meditazione, che ne rende più profondi e autentici i prodotti.

        

       Il bello di Olivetti

Una macchina da scrivere Olivetti è bella non solo esteticamente. La capacità del prodotto di rispondere efficacemente (e in modo innovativo) allo scopo pratico per cui è stata progettato e l’estetica del suo involucro sono due facce della medaglia del bello. E’ così che quel sentimento forte che lega il testo all’intellettuale è lo stesso che lega ogni modello di macchina da scrivere Olivetti al genio di chi l’ha disegnata, assemblata, prodotta, pubblicizzata, venduta e utilizzata.

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