Storia

Venezia, la Serenissima Nascita di una potenza marittima

 

Venezia è una delle più belle e caratteristiche città italiane. I motivi sono molteplici: la particolare urbanistica della città con numerosi canali navigabili, la commistione architettonica tra occidente e oriente e, forse meno evidente, ma di gran lunga più importante, il suo passato di ricca e potente città mercantile mai soppiantata, nemmeno dallo spostamento dei commerci verso le Americhe.

È certo che questo slancio “imprenditoriale” del popolo veneziano abbia contribuito, insieme alla maestria nella navigazione, a far nascere una delle più potenti flotte mai esistite. Le navi da guerra veneziane acquisirono talmente tanta rinomanza che alcuni imperatori bizantini, per proteggere i loro territori, furono costretti a pagarne i servigi. Fu anche merito delle concessioni da parte dell’Impero bizantino, quindi, se Venezia riuscì a imporsi nei commerci e nel controllo di alcune zone strategiche per i propri traffici.

Prima di parlare di questo aspetto però, è necessario aprire una parentesi sui primi passi che i popoli della laguna hanno intrapreso e come si sia sviluppata la città stessa.

Ai tempi degli antichi romani, nei pressi della laguna, erano presenti specchi d’acqua aperti, delimitati da lidi sabbiosi. In queste zone i nobili romani si trasferivano per l’estate. Qui, però, erano presenti anche genti autoctone, i Veneti, che prendono il nome della zona estrema del nord dell’Adriatico: Venetia. Lo scrittore Plinio e, secoli dopo, il funzionario Cassiodoro, scrissero della grande esperienza e abilità dei veneziani nella navigazione sulle lagune.

Venezia, Illustrazione del 1600

L’evento che portò al cambiamento della struttura sociale dei veneziani fu la migrazione degli esuli dalla terraferma al momento dell’invasione longobarda dell’Italia nel 568. Tra loro c’erano anche facoltosi proprietari terrieri che portarono con sè le loro ricchezze e le loro attività.

Nel 697 le lagune furono organizzate militarmente sotto la figura del doge, il quale riceveva gli ordini dall’imperatore bizantino. In qualche secolo la sovranità di Costantinopoli su Venezia andò a poco a poco svanendo, fino a far diventare la Serenissima di fatto indipendente nel X secolo.

In seguito alla conquista (inizio VIII secolo), da parte degli arabi, della Siria, del Nord Africa, della Spagna, della Sicilia, della Calabria e parte della Puglia, questi iniziarono a interferire con i commerci bizantini avendo sottratto loro gli appoggi nell’Italia del sud e in Medio Oriente. Venezia iniziò così a diventare maggiormente importante per i romani d’oriente, in quanto rimase l’unico sbocco verso l’occidente per Costantinopoli.

Con lo stabilizzarsi della condizione politica nella valle del Po e la crescita della popolazione nella città, aumentò la richiesta di merci, anche di lusso. I veneziani iniziarono così a spostare la navigazione dal fiume al mare stipulando accordi commerciali con varie città lungo la costa adriatica ed arrivando anche a conquistare avamposti necessari per effettuare tappe durante i viaggi più lunghi.

L’alleanza con Costantinopoli e il costante aiuto alla stessa con la sua flotta meritarono a Venezia numerose concessioni tra cui la crisobolla del 1082, emessa da Alessio I, che concedeva, oltre a titoli nobiliari per il doge, denaro, vantaggi nell’esercizio del commercio (rispetto alle altre città mercantili come Genova) e immobili nel porto di Costantinopoli. A questo punto il percorso della Serenissima a diventare una potenza mercantile e marittima era compiuto: la partecipazione alla quarta crociata e alla conquista di Costantinopoli del 1204, per volere del doge Enrico Dandolo, consacrò definitivamente la grandezza di Venezia.

 

La presa di Costantinopoli 1204, miniatura del XV secolo
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    By: Vanessa Curto

    Studi: Storia all’Università degli Studi di Torino
    Interessi: archeologia e storia antica, libri, videogame, cinema
    Segni particolari: Ansia è il mio secondo nome
    Descrizione: non ho più spazio nella mia libreria per ulteriori acquisti, nonostante ciò il mio “lato oscuro” prevale. La mia compulsività mi porta a comprare più libri di quanti riesca a leggerne. Mi diletto anche in cucina, con particolare predilezione per i dolci…per fortuna finora non ho ucciso nessuno.

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