Cinema

L’arte del cameo Un curioso modo di divertirsi, dietro e davanti alla cinepresa

Tanti registi, prima di diventare quello che sono oggi, hanno sognato, magari da bambini, sì di lavorare nel cinema, ma magari dall’altra parte della cinepresa con l’ambizione di interpretare il loro supereroe preferito o il buffo ragazzo che riesce a combinare una quantità di disastri più alta della durata del film.

C’è da dire però che, effettivamente, molti di loro, questo sogno l’hanno in parte realizzato, primo su tutti Alfred Hitchcock che nel  lontano 1928 apparve come un passante in “Easy Virtue”, inventando così il Cameo,  per poi prenderci tanto gusto da continuare ad apparire in quasi tutti i sui film.

La mania del Cameo, ovvero l’apparizione del regista all’interno del suo film,  di Alfred diede vita ad un fenomeno negativo che lo costrinse addirittura a smettere di comparire, poiché le persone aveva iniziato ad andare al cinema per  vedere i film del maestro del terrore con il solo ed unico scopo di riuscire a rintracciare dove, quando e sotto forma di chi, questa volta, si sarebbe presentato, così da lasciarsi sfuggire la trama del film, con i suoi studiati dettagli e le sue importanti morali.

Ispirati da questa divertente idea di Hitchcock, si sono cimentati in apparizioni molti dei più grandi registi di tutti i tempi, da David Lynch, grande appassionato di questa arte, visibile in “Dune” (1984) e in “Twin Peaks: Fire Walk With Me” (1992); al grande maestro del cinema Stanley Kubrick, che ai tanti anni di unica e originale produzione, non ha potuto fare a meno di aggiungere l’idea del collega “horror”, apparendo seduto su di un divano dietro al tavolo dove i protagonisti stanno ordinando da bere in “Eyes Wide Shut” (1999).

Altri celeberrimi nomi del mondo cinematografico hanno interpretato il Cameo in modi diversi e spinti al limite, come Quentin Tarantino che, non contento di recitare una parte in quasi ogni suo film, eccolo comparire a raccontare una barzelletta come attore nel lavoro dell’amico Robert Rodriguez “Desperados” (1995); o Martin Scorsese, quando in uno dei suoi più famosi capolavori “Taxi Driver” (1976) non si limita ad apparire ben due volte, ma nella scena finale decide di far interpretare i ruoli dei genitori di Iris al proprio padre e alla madre;  ancora Woody Allen, forse il più estremo, che decide di far introdurre al suo Cameo, durante una scena di “Io e Annie” (1997) in cui un uomo tenta di conquistare una ragazza citando Marshall McLhuan, addirittura un altro Cameo: il grande sociologo canadese in persona; per arrivare al regista giapponese Hayao Miyazaki, artefice di un Cameo all’interno di un cartone animato, precisamente in  “Toy Story 3”(2010) quando tra gli amici di Andy compare Totoro, uno spirito della natura per metà procione e per metà orso, protagonista dell’omonimo film animato del 1988.

Infine è bene sapere che con la parola “Cameo” si includono anche tutte quelle apparizioni, nel corso della durata della pellicola, di persone famose in generale; e anche in questa interpretazione ci si può sbizzarrire nel trovarle tutte.

Tra le più famose troviamo la comparsa di Bruce Springsteen nei panni di angelo custode, nel film “Alta Fedeltà” (2000) di Stephen Frears;  molto celebre anche la presenza di Mike Tyson in “Una Notte Da Leoni” (2009), poi presente, grazie appunto al grande successo, anche nei sequel del film;  addirittura il neopresidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, si cimentò in un provino per un Cameo: consisteva nel la parte di un passante con il compito di rispondere alla domanda del bambino protagonista in “Mamma Ho Perso L’Aereo 2” (1992),  non gli fu difficile conquistare la parte, visto che la scena venne girata nella Hall del Plaza Hotel di New York, del quale all’epoca era il proprietario, ma magari fu solamente un caso e, tra le tante cose, è anche un grande attore.

Ma la presenza di persone note o dei registi stessi all’interno dei film è un fenomeno che si è diffuso dal passato e  continua nel presente, con centinaia di interpretazioni sparse tra le pellicole di ogni genere. Senza  nient’altro da poter aggiungere, non mi resta che augurarvi una buona visione, ma soprattutto una fruttuosa  caccia al Cameo.

 

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