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Il Ravo- Merisi, capolavori da nord a sud Italia di classicismo street-museale L'ambizioso progetto del Caravaggio a spray che rende le strade italiane gallerie museali di arte classica

R A V O

La strada è un museo di fruizione pubblica totale dell’arte passata, presente e futura. In questo articolo si affronta la riqualificazione dei capolavori dell’arte italiana del passato per gettare dei presupposti sulla percezione di essi nel presente. A ciò tende l’ambizioso progetto di https://www.facebook.com/andrea.mattoni?fref=ts  , street artist dal talento fuori dal comune nell’uso dello spray.  Discendente da una stirpe di illustratori e grafici d’arte, il giovane di Luvinate (VA) accosta l’insegnamento formale e teorico dell’ Accademia di Brera a tutta l’esperienza underground, tra treni e murales, che gli garantiscono un curriculum d’eccezione per la scena artistica italiana. Poi una jam legale organizzata da Urban Canvas segna l’avvio di un fortunato progetto incentrato sui dipinti del conterraneo Caravaggio:  Ravo realizza a spray una riproduzione perfetta de “La Cattura di Cristo”. Viale Belforte a Varese subito si concretizza nel chiaroscuro dell’atmosfera del dipinto e nella vivida corporeità dei personaggi. Una forte riappropriazione, un messaggio forte  da parte della strada italiana con il dipinto del 1602 conservato alla National Gallery of Ireland.

“Ritorno del Classicismo nel Contemporaneo”

Da quel momento privati e comuni si sono fatti avanti per supportare il grande estro di Ravo nel suo progetto di riproposizione in chiave street art dei capolavori classici italiani. Dopo qualche mese il bilancio è ancora fresco sui muri delle strade da Milano a Messina. Si inizia con la comparsa caravaggesca de “Il riposo durante la fuga in Egitto” a Malpensa e poi varie opere si susseguono velocemente: “Il ritrovamento della vera croce”, riproposizione del maestro di Ozieri, orgoglio artistico del 1500 sardo sulle pareti dell’aeroporto di Olbia; un altro caravaggesco “La cena di Emmaus” a San Salvatore di Fitalia (ME); si ritorna poi nelle lande di origine per il “Fanciullo con canestra di frutta”, già famosa opera del Merisi, realizzata da Ravo ad Angera (VA); il percorso dell’artista nel 2016 si conclude ritornando a San Salvatore con l’ambiziosa idea di riportare la “Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi” in Sicilia.

Il “Fanciullo” angerese e la “Natività” di Fitalia

Due opere, due muri che hanno contenuti diversi.  Il “Fanciullo con canestra di frutta” è il prodotto ancora giovanile del primo soggiorno romano dell’artista nel 1593, oggi in forza alla Galleria Borghese. Riproponendolo si deve contestualizzare il dipinto nella splendida cornice del Lago Maggiore, di cui Angera è forse una delle gemme più belle. L’intento di realizzare la bellezza naturalistica del luogo è evidente nei floridi frutti nei cesti del giovincello: egli ha quasi una leggera bellezza eterea e, anche se priva di connotazioni idealizzate, presenta un’ingenua allusione erotica che desta curiosità. Inoltre il panneggio ed il chiaroscuro sapiente di Ravo si pongono in linea diretta con il suo Maestro: si stabilisce un’atmosfera velata dall’oscurità che evidenzia ed al tempo stesso protegge l’opera nel muro di adozione.

   “Fanciullo con canestra di frutta” -Ravo, 2016- Angera (VA)
“Fanciullo con canestra di frutta”- Michelangelo Merisi “Caravaggio”, 1593-Galleria Borghese, Roma

Si ritrova più drammaticità nel secondo dipinto: “Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi” è databile al breve periodo siciliano di Caravaggio nel 1600. L’opera ha una storia controversa dato che nel 1969 fu trafugata dall’ oratorio di S. Lorenzo a Palermo. Si pensa che sia stato un movente mafioso e, a detta di alcuni pentiti, il dipinto oggigiorno sarebbe un cumulo di ceneri. Sta qui la geniale riproposizione/riappropriazione di Ravo che consegna ai cittadini siciliani un capolavoro forse andato perduto per sempre. Il muro offre una istantanea spontanea e densa di oscurità della nascita di Cristo. Sono visibili San Francesco sulla destra e San Lorenzo sulla sinistra, un San Giuseppe ripreso di spalle e un angelo in arrivo, tutti a fare da cornice al centro focale del dipinto: La Madonna ritratta quale umile donna in abiti seicenteschi, che guarda con malinconia il suo pargolo, forse già sapendo la tremenda fine lo aspetterà. Una natività dal tremendo sapore oscuro diventa segno di rinascenza della dignità contro tutte le mafie, come una fenice dalle ceneri. Dall’altra parte un giovane fascinoso porge i frutti più vividi del territorio come ad offrire la fertilità e l’accoglienza della sua terra, alla quale lo stesso Ravo appartiene.

“Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi”- Ravo, 2016- San Salvatore di Fitalia (ME)
“Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi”- Michelangelo Merisi “Caravaggio”, 1600- Oratorio di San Lorenzo, Palermo
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    By: Giacomo Zecchi

    Nome: Giacomo Zecchi
    Studi: Lettere Classiche all’Università di Bologna
    Interessi: Urban Art ( in cui includo Street art, Graffiti, Poster Art, Stencil Art, Sticker art e tutte le discipline artistiche contemporanee che coinvolgono i muri delle città).
    Descrizione: La mia premura é sfatare i luoghi comuni sul vandalismo ed introdurre il lettore nella comprensione dell’arte di strada.
    Mi piace acconciare barba e capelli a seconda del mio umore. Ho anche un amore smisurato per la carnazza accompagnata da una buona birra nelle grigliate con amici.

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