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Fuga dalla realtà attraverso la Lowbrow-Art Il surrealismo pop di Ray Caesar, in bilico fra seduzione ed incubo.

Il prodotto artistico finito è, molto spesso, inscindibile dai trascorsi della personalità che lo partorisce; potrebbe sembrare un’osservazione banale, ma spesso diventa l’unica possibile chiave d’interpretazione per conoscere a fondo capolavori che a prima vista ci appaiono misteriosi, ambigui ed irrazionali; ne sono un esempio i ritratti di Ray Caesar (nato a Londra nel 1958 ed attualmente residente a Toronto) che, tramite il suo profondo desiderio di estraniamento da una realtà amara, che cercò sempre di rigettare, è riuscito a creare qualcosa di veramente innovativo e forte.

Per comprendere i suoi lavori bisogna fare un tuffo nella sua vita privata, in particolare negli anni dell’infanzia e dell’ adolescenza, periodo segnato dal difficile rapporto con il padre, uomo poco equilibrato e violento, incline a scatti d’ira per futili motivi; proprio per fuggire questa situazione dolorosa ebbe inizio il cosiddetto “estraniamento” del futuro artista, che si rifugiò in un mondo tutto suo, idealizzato e fantasioso, popolato per lo più da figure femminili o fanciullesche.

Caesar stesso dichiarerà; “Se qualcosa mi spaventa io chiudo gli occhi e inizio a viaggiare con la mente, mi sposto. Mi aiuta a stare meglio. Il mio rifugio preferito è nei miei disegni”. Caesar iniziò infatti a disegnare in modo compulsivo, continuamente, anche sul pavimento e sulle pareti di casa.

La maggior parte dei disegni di Caesar rappresenta due tipologie distinte di soggetti; da una parte i bambini, che spesso presentano mutilazioni, ferite e sguardi agonizzanti; questa scelta deriva dal ricordo del periodo che egli trascorse come illustratore in un ospedale infantile, e che compromise ancor di più la sua già fragile psiche.

                          

La seconda tipologia di soggetti sono fanciulle caratterizzate da tratti somatici delicati e incarnato pallido, inserite in location barocche oppure scenari fantastici, inguainate in abiti pomposi e minuziosamente ricchi di dettagli; i volti e le sembianze apparentemente angeliche di queste ragazzine sono però traditi da pose voluttuose, lascive, sguardi ammiccanti che sembrano voler sedurre e catturare lo spettatore, labbra vermiglie o talvolta insanguinate; c’è qualcosa di demoniaco in queste creature leggiadre, rese ancor più grottesche dall’aggiunta di elementi surreali, fra cui tentacoli, corna, artigli e cappelli spropositatamente grandi. Le figure rappresentate da Caesar sono lo specchio di una società malata, che contamina anche l’universo infantile, privandolo della spensieratezza e della salute.

                                                       

Artista spesso considerato “di nicchia”, in realtà ha già ottenuto un grande successo negli USA, in particolar modo fra le celebrities di Holliwood, tra le quali Madonna, sua grande ammiratrice, che ha desiderato farsi ritrarre da Caesar proprio come una delle fanciulle dei ritratti. Le sue opere, consì controverse e affascinanti, sono stati anche esposte a Torino e a Roma.

 

Ciò che fa storcere il naso ai nostalgici del disegno su carta è sapere che Caesar realizza i suoi ritratti lavorando con 3D Maya, un software apposito per la digital-art, per mezzo del quale egli plasma degli “scheletri” disegnativi che successivamente rimodella e adatta in base alla posa che la figura dovrà assumere, creando così dei quadri che poi verranno stampati su carta fotografica.

 

Non è semplice etichettare ed inserire con ferma sicurezza Caesar in una corrente artistica, ma molti elementi del suo stile si riscontrano sia all interno della cosiddetta Creepy-Art, ma soprattutto egli viene associato, insieme a Sas Christian e Mark Ryden, alla Lowbrow-Art, denominata anche come Pop-Surrealism, un’avanguardia artistica nata verso la fine degli anni ’70 nell’area di Los Angeles.

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