Storia

Uruk Urbanizzazione e scrittura nella prima città

La storia dell’umanità è costellata di eventi che hanno, in qualche modo, portato cambiamenti diretti e indiretti alla nostra società e a tutto ciò che ne è collegato, come l’economia e la cultura. Se ci pensiamo ora possono venirci in mente molti esempi, come internet, la globalizzazione, l’industrializzazione, ecc. Una tra le prime grandi svolte dell’umanità è senza dubbio quella della nascita della prima forma statale: la città. La Mesopotamia è il teatro di questo sviluppo e la protagonista principale è la città di Uruk, il più antico esempio di organizzazione urbana scoperto finora.

A questo processo, pienamente sviluppato nella seconda metà del IV millennio a.C., concorrono numerosi fattori tra cui il perfezionarsi dell’agricoltura, la formazione di villaggi e l’incremento della produttività sia agricola che artigianale. Il benessere prodotto dalle eccedenze permette gli scambi commerciali e avvia una sostanziale differenziazione sociale dal punto di vista economico, in quanto l’accesso a queste eccedenze non è uniforme per tutta la popolazione. Si va creando così una gerarchizzazione della società.

Il tempio non è solo la “casa del dio”, ma il centro economico e politico della città. La religione è l’insieme di credenze spirituali nelle quali il popolo si identifica e che i ministri del culto gestiscono, quindi, nonostante il tempio risulti il centro amministrativo ed economico non preclude l’assenza di un culto. La gerarchia politica e religiosa coincidono, infatti la figura al vertice è il re-sacerdote. Affidare la gestione delle ricchezze ai rappresentanti degli dèi era un fatto ideologico che giustificava sia l’apparato religioso che quello amministrativo.

Decorazione a mosaico del tempio di Inanna, zona dell’Eanna, Pergamonmuseum, Berlino.

Uno degli aspetti che maggiormente interessa gli effetti dell’urbanizzazione è sicuramente quello della nascita della scrittura. Le sue origini trovano fondamento nella complessa amministrazione che richiedeva la burocrazia del controllo dei magazzini. I testi più antichi rinvenuti finora si collocano nell’Eanna, il centro religioso primario di Uruk: si tratta di scritti economici, una lista di beni del santuario (e quindi della comunità) e di conti incisi su una tavoletta d’argilla con uno stilo. La scrittura è composta inizialmente da semplici segni pittografici, che riproducono cioè l’oggetto che si vuole intendere. Questo metodo non è però completamente soddisfacente, in quanto è necessario poter esprimere altri concetti oltre alla quantità e al tipo di bene (per esempio il mese in cui viene stoccato e per quale fine viene tolto dal magazzino). Alla fine del IV millennio a.C si arriva quindi a una scrittura di logogramma, ossia una parola equivale a un suono. Il pittogramma si trasforma e si schematizza sempre di più fino a che i segni vengono modificati come anche il tipo di stilo utilizzato (il cuneiforme prende il nome dal tipo di segno che lo stilo con la punta triangolare rilascia).

Prima di arrivare alla scrittura su tavoletta, viene impiegato un altro metodo di contabilità: la bulla. La bulla è un piccolo involucro d’argilla che racchiude alcune pedine che rappresentano la quantità e la tipologia del bene immagazzinato. Per poter controllarne il contenuto la bulla doveva essere rotta, perciò vengono impresse le pedine all’esterno di questa. La pratica viene snellita successivamente sostituendo la bulla con una tavoletta.

Dalla bulla alla tavoletta

È possibile, quindi, comprendere come la città di Uruk si sia sviluppata in maniera tale da dare origine a tutti quei meccanismi sociali, economici e politici che diedero il via alla grandezza e alla prosperità della Mesopotamia e che sono alla base, ancora oggi, della nostra società.

Per saperne di più:
Invernizzi A., Dal Tigri all’Eufrate- Sumeri e Accadi, vol.I, Le Lettere, 2007.
Liverani M., Uruk, la prima città, Editori Laterza, 2011.

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    By: Vanessa Curto

    Studi: Storia all’Università degli Studi di Torino
    Interessi: archeologia e storia antica, libri, videogame, cinema
    Segni particolari: Ansia è il mio secondo nome
    Descrizione: non ho più spazio nella mia libreria per ulteriori acquisti, nonostante ciò il mio “lato oscuro” prevale. La mia compulsività mi porta a comprare più libri di quanti riesca a leggerne. Mi diletto anche in cucina, con particolare predilezione per i dolci…per fortuna finora non ho ucciso nessuno.

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