Cinema

Oscar Una prestigiosa elite cinematografica?

Già si sente nell’aria la sua presenza che si impone in tutti i media del mondo, ogni nazione ne parla, alcuni Stati addirittura con un fare da rodomonti, solamente perché un regista che porta la loro bandiera ha avuto la fortuna di rientrare a far parte del ristretto e nobile cerchio dei candidati ad una o più delle svariate nomination disponibili, ma come si svolge realmente questa ansiosa prassi? Chi decide a chi dare il privilegio di partecipare e su che cosa si basa per farlo? Ma soprattutto, quanto può essere virtuoso raggiungere la vittoria per un regista o per un attore?

L’Academy Award of Merit, meglio conosciuto come premio Oscar, prevede una serie di riconoscimenti assegnati, appunto, dall’Academy, un’associazione composta da 6000 esperti di cinema: critici, tecnici, sceneggiatori, produttori, attori e registi; la loro identità è quasi totalmente segreta e si può entrare a far parte di quest’aristocrazia cinematografica solo su invito: la miglior porta d’accesso è la vittoria, o le svariate nomination, dell’Academy Award of Merit.

Una volta appurato chi decide la sorte del cinema, è possibile sapere qualche cosa in più anche sui criteri necessari alla candidatura, ai quali il sito ufficiale dedica un intera pagina (rules-eligibility): la maggior parte di questi riguardano aspetti tecnici come la durata, che deve essere più di 40 minuti (eccezion fatta per i cortometraggi), e la risoluzione, accettata se di 30 o 70 millimetri, o non inferiore ai 1280 x 720 pixel per il digitale.

Una volta che tutti i criteri necessari rispetteranno i vincoli, i produttori potranno presentare una domanda di ammissione alla premiazione, specificando la categoria in cui desiderano competere, dopodiché si passa alle votazioni e alle premiazioni, che hanno luogo generalmente alla fine di febbraio.

Burocrazie a parte, possiamo entrare nell’occhio del ciclone: il premio Oscar è l’ambizione più alta per chi lavora nel grande schermo; ma come può, un premio che porta questo nome grazie ad una somiglianza con uno zio ( l’Academy Award of Merit viene chiamato premio Oscar solamente perché quando lo vide su di un tavolo la segretaria dell’Academy, Margaret Herrick, non esitò ad esternare la somiglianza della statuetta con suo zio, che di nome faceva, appunto, Oscar), portare tanta fama da essere posto al centro delle ambizione di attori, registi, produttori, sceneggiatori, truccatori, scenografi e chi più ne ha più ne metta?

La risposta è abbastanza semplice e scontata, chiaramente visibile in una ricerca fatta dall’Economist nel 2012 e esplicata in questo grafico:

Vengono presi in esame i canditati al premio e la loro riuscita nelle sale prima, durante e dopo la nomination; con il clamoroso esempio di “The Artist” che, prima della vittoria di 5 Oscar, tra cui miglior film e miglior regia, era stato riprodotto in appena 679 sale, mentre ad oggi è sempre visibile in un numero di cinema quasi superiore, nonostante i 5 anni passati dalla data di uscita.

Non ho certo rivelato il mistero dei Templari dicendo che tutta questa notte magica gira intorno all’economia, però magari sono riuscito a porre le basi per un altro tipo di ragionamento, dato che, spesso e volentieri, ci basiamo sui risultati di questo premio per valutare un film, per onorare un regista o più semplicemente per aggiornare la nostra lista di pellicole da vedere.

Non si tiene quasi mai in conto le moltissime competizioni cinematografiche che durante l’anno solare si svolgono, alcune delle più prestigiose sono nel nostro continente e nella nostra nazione, e nelle quali vengono premiati film fantastici, con produzioni e interpretazioni veramente degne di merito, che spesso e volentieri non riescono neanche a superare la barriera nazionale per problemi economici, per paura che non incassino.

Siamo quindi portati a dimenticare che prima di tutto il cinema è sinonimo di arte e, solamente in secondo luogo, di prodotto commerciale e che, benché queste due cose siano strettamente legate, ad oggi possono essere distinte grazie alla globalizzazione, infatti non essendo più così distanti dal resto del mondo, reperire film stranieri non è un impresa impossibile, senza tener conto del cinema italiano che viene, da noi in primis, sempre sottovalutato ma che, invece, si sta dimostrando in costante crescita.

Il Cinema resta arte e per scoprire l’arte si devono aprire i propri orizzonti: il cinema non è solamente il premio Oscar.

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