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Ossessive e geniali; le grandi menti destinate alla solitudine interiore. Sindrome di Asperger, una finestra sulla genialità.

 

Quasi tutti sono a conoscenza, non solo dell’innegabile ed innata intelligenza di alcuni grandi personaggi del passato (menzioniamo per esempio Einstein, Steve Jobs, Mozart) ma anche delle loro personalità bizzarre, irriverenti e spesso poco inclini all’accettazione delle convenzioni sociali e degli schemi scolastici tradizionali .

Quello che non molti sanno è che, diversi artisti, studiosi, musicisti, fisici o registi universalmente riconosciuti ed acclamati, fossero affetti dalla cosiddetta sindrome di Asperger, un disturbo pervasivo dello sviluppo facente parte delle malattie dello spettro autistico.

La sindrome di Asperger, abbreviata in SA,  prende il suo nome da Hans Asperger,  psichiatra austriaco che per primo delineò con precisione i tratti di questo disturbo, ma il cui lavoro non fu riconosciuto fino agli anni 90.

La SA, a differenza degli altri disturbi a carattere autistico, non presenta significativi ritardi nello sviluppo cognitivo-intellettuale, proprio per tale motivo è comunemente considerata un disturbo dello spettro autistico “ad alto funzionamento”. I portatori di questa sindrome presentano alcuni sintomi facilmente riconoscibili, in forme più o meno evidenti; il primo sintomo è la difficoltà nell’interazione sociale (nei casi più gravi si parla di vera e propria fobia sociale), poiché l’individuo affetto da SA tendenzialmente scarseggia di empatia cognitiva, il che lo porta spesso a isolarsi e a provare una sorta di malcelato disinteresse o addirittura disprezzo per i sentimenti e le idee altrui; tali elementi del disturbo possono essere facilmente scambiati per insensibilità del soggetto.

L’individuo affetto, inoltre, è in grado di riconoscere l’ironia e l’umorismo solo su base teorica, infatti non è capace ad afferrare il senso della singola battuta o lo spirito di un contesto goliardico; ciò contribuisce ad isolarlo ancora maggiormente dalla comunità.

Altra caratteristica del soggetto SA è la propensione ad una vita monotona, basata sul susseguirsi ciclico e ripetitivo delle sue azioni di routine; il mancato conseguimento anche solo di uno dei piccoli “rituali” giornalieri può scatenare nell’Asperger uno stato confusionale, mandandolo in crisi e compromettendo quella che egli considera la propria quotidianità.

Infine, il perseguimento di attività di interesse specifico e molto ristretto è forse la peculiarità più importante; possiedono grandi abilità mnemoniche, nonostante il deficit dell’attenzione che spesso li affligge.

Ad oggi, in seguito allo studio approfondito di questo disturbo e dei suoi sintomi (una cura definitiva non è ancora stata trovata), si sono fatte ipotesi riguardanti uomini di genio del passato e del presente, probabilmente affetti dalla Sindrome di Asperger.

La certezza matematica, ovviamente, non esiste, essendo una patologia di recente scoperta, ma in base a ricerche e testimonianze si può dedurre che ne fosse affetto il grande fisico e teorico Isaac Newton; invecchiando egli subentrò addirittura in uno stato di depressione paranoide.

Albert Einstein, fisico e filosofo di immense capacità, era probabilmente affetto da una forma di Asperger più lieve; egli era infatti un bambino solitario e incomprensibile, passava giornate intere a ripetere ossessivamente le stesse frasi, che mormorava a bassa voce; inoltre ebbe alcune difficoltà anche in ambito scolastico, poiché imparò a scrivere solo all’età di 9 anni. Tuttavia, crescendo e conseguendo i brillanti risultati di fisico per cui ancora oggi è celebre, la sua vita sociale migliorò nettamente, portandolo ad avere diverse amicizie e numerose storie d’amore.

Altro genio probabilmente affetto da SA fu Alan Turing, brillante matematico, logico e crittanalista britannico, considerato uno dei padri dell’informatica e uno dei più grandi matematici del XX secolo. Dalla sua storia è stato recentemente tratto il film “Enigma”, che prende il nome da un codice segreto nazista crittografato che Alan Turing riuscì genialmente a decifrare durante la Seconda Guerra Mondiale. Le difficoltà maggiori di Turing erano le comunicazioni di tipo non verbale e l’ossessiva ripetitività dei rituali quotidiani.

Altri probabili Asperger illustri furono Mozart e Lewis Carroll; il primo, celebre non solo per la meravigliosa varietà dei suoi componimenti musicali, ma anche per il carattere bizzoso, definito dai suoi contemporanei come “eccentrico, egocentrico e sopra le righe”. Lewis Carroll, autore di fantastiche storie per bambini (la più nota è indubbiamente “Alice in Wonderland”),  descritto come una persona ambigua e inadatta ai contesti sociali, fu anche accusato di pedofilia.

La lista di Asperger illustri prosegue con altri nomi di spicco: Hans Christian Andersen, George Orwell, Charles Darwin, Immanuel Kant, Andy Warhol, Dostoevskij.

Fra gli affetti da SA troviamo anche registi del calibro di Hitchcock e Spielberg, l’informatico e imprenditore Steve Jobs, il fondatore dei Pink Floyd, Syd Barrett, che si ritirò dalle scene per dedicarsi in totale isolamento al pittura e giardinaggio.

Esempio per eccellenza di questa sindrome potrebbe essere rappresentato da Sheldon Cooper, uno dei personaggi protagonisti della sit-com The Big Bang Theory.

Il collegamento fra questa forma di autismo e la genialità dei personaggi presi in analisi non è ancora stato trovato, ma senza dubbio gioca un ruolo fondamentale la predisposizione del soggetto SA al perfezionismo e la capacità di immergersi anima e corpo nei propri studi, sempre incredibilmente mirati e specifici.

 

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