Musica

Channel the Spirits Piccolo prontuario dell’Universo

Una cosmologia nuova, per certi versi eretica, quella dei The Comet is Coming. Un delirio cosmico che come una radiazione di fondo si nutre del pulsare continuo di una eterogenea nebulosa di stili. L’EP di debutto The Prophecy [2015] ci introduce già in quell’universo lisergico che è l’essenza di questo progetto londinese (Dan Leavers “the Conqueror”, Max Hallett, Shabaka Hutchings). Descritti come gli eredi di Sun Ra e di certe sonorità krautrock, da loro non vi aspettate soltanto un viaggio nelle profondità dello spazio. Infatti il titolo del primo lavoro parla chiaro: Channel the Spirits [Leaf Label]. Qui la musica si addentra nell’universo interiore che, come le intemperie cosmiche, fa del caos il motore di un continuo e inesauribile mutamento.

Il viaggio inizia con l’intro The Propercy, un gorgogliare di sonorità tenute assieme da un sax magmatico. Segue Space Carnival, una parata celeste ordita da alieni su di giri che, dopo un crescendo, esplode in una scatenata ed elettrizzata danza tribale. Su una tessitura elettronica si imprimono gli echi dirompenti di sax. Dopo questo viaggio ipnagogico, tra le creature più o meno strane del nostro universo, possiamo dire che questa alchimia di funk, elettronica e ritmi jungle è pienamente riuscita. Più meditativa ma non certo di minore intensità è Journey Through the Asteroid Belt: un turbinio leggero ed evocativo. Qui il sassofono è più presente e strutturato, ma comunque vaporoso, perfettamente solubile nell’amalgama elettronica. L’intermezzo sommesso di Nano è come un tramonto venusiano, il preludio di una nuova epoca. New Age è a mio avviso tra i migliori brani di quest’album, con le percussioni ancestrali che dominano l’incipit, proseguendo sotto un vento elettronico tiepido, avvolgente, vagamente malinconico. Si approda in un arcadia extraterrestre. L’anima si innalza traendo dalle sue nostalgie la materia prima per una catarsi cosmica. I suoni sono vaporosi, i confini dilatati all’infinito. Interiore ed esteriore, individuo e universo sono una sostanza sola in questa nebulosa sonora. Al ritmo più strutturato e scandito di Slam Dunk in a Black Hole fanno eco le inquiete sonorità dub di Cosmic Dust che si sfaldano presto nel silenzio per poi ricomporsi nell’esotismo misterioso di Star Furnace e Channel the Spirits. La title-track è trascinante e frammentata. La potenza del sassofono squarcia il ritmo ossessivo dell’elettronica, quasi a descrivere collisioni planetarie. Jazz, Afrobeat, elettronica, hip-hop, dub e psichedelia si fondono mirabilmente, agitandosi e prorompendo improvvisamente come da un vulcano sottomarino.

Tutto è permeato da un alone profetico, dalla vaga idea che un destino oscuro stia per compiersi. Deep Within the Engine Deck è l’ultima frontiera sicura in cui trastullarsi prima della fine, introdotta da Joshua Idehen in Lightyears. A conferma dell’inquietante presagio, un crescendo sonoro accompagna la dissoluzione del  Pianeta (End of Earth).

 

 

Il disco è un organismo fluido, tenuto vivo dal suo singolare sincretismo stilistico. La stratificazione sonora permette di muoversi sul duplice livello del viaggio interiore e di quello esteriore: dal trip psicologico alla traversata intergalattica. La musica è uno scenario onirico costellato da suggestioni retro-futuristiche a cui si sovrappongono visioni di misteriose esperienze primordiali.

Un asteroide dalle vivaci screziature plasmato da viaggi e collisioni galattiche: la musica del trio è come  l’ignoto minerale radioattivo stretto nella mano di Hutching nella copertina di The Prophecy (diventato il logo del gruppo). [fonte immagine The Comet is Coming-Bandcamp]

 

Così recita il Guardian:

«The trio combines Sun Ra’s mythological themes and love of the experimental, whipping up a fusion of jazz, afrobeat and electronica in an improvisational, intergalictic mash-up.»

[Matthew Horton per The Guardian, 1 aprile 2016]

I “The Comet” attingono da illustri predecessori e dai contemporanei, ma dimostrano di saper camminare con le proprie gambe e soprattutto di compiere viaggi siderali. La loro musica implode ed esplode con un ritmo incandescente, rimbombando fin nelle più remote periferie del cosmo. Preparatevi dunque all’impatto: la cometa sta arrivando!

https://thecometiscoming.bandcamp.com/album/channel-the-spirits

 

fonte immagine del gruppo: http://www.bbc.co.uk

fonte copertina Channel the Spirits: http://www.theleaflabel.com

fonte copertina The Prophecy: http://www.theleaflabel.com/en/releases/view/220/The%20Comet%20Is%20Coming/Prophecy/DOCK%2061

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