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Tratti iperrealistici: Intervista a Nicole Rebbert

L’arte iperrealistica è illusione e confusione del reale. I tratti si intensificano a tal punto da ingannare il senso della vista. L’iperrealismo nasce negli Stati Uniti sul finire del 1960, affacciandosi poi oltreoceano e conquistando anche le terre europee. La parola iperrealismo è stata coniata dal gallerista Isy Brachot nel 1973. Si configura come esperienza successiva alla pop art e lo scopo è imitare la realtà al massimo grado, ricreare gli oggetti, replicarli precisamente.

La bravura di quanti si cimentano in quest’arte risiede nel dare vita ad una perfetta aderenza tra il reale e l’atto artistico. La resa estremamente realistica – curata nei minimi dettagli – è l’ingrediente che eguaglia queste creazioni alle fotografie, fedeli riproduzioni del reale sviluppate attraverso infallibili strumenti tecnologici avanzati. La combinazione di differenti tecniche e tipologie di colori è la chiave giusta per ottenere quella sfumatura iperrealistica, che rende “vivi” i disegni.

Tratti che accentuano il reale contraddistinguono i sensazionali disegni iperrealistici di una giovane e talentuosa artista tedesca, Nicole Rebbert. La sua passione per il disegno nasce come una forma di svago e di divertimento; da autodidatta esercita con dedizione quotidiana il suo talento, non trascurando gli studi accademico-scientifici in Biologia.

Quelchii – il suo nome d’arte – infatti richiama alla mente una piccola pianta carnivora, appartenente al genere Utricularia, che cresce nelle zone paludose della regione Guyana Highland.

Nel disegno confluiscono dunque i suoi interessi per il mondo vegetale e animale e per i personaggi dei film Marvel e della saga cinematografica creata da George Lucas, “Star Wars”.

 

U. Quelchii drawing
A Carnivorous Jewel
Black and white Tiger
Tiger

 

Alla base delle sue opere d’arte c’è una tecnica estremamente personalizzata e declinata in diverse forme a seconda del soggetto che ritrae di volta in volta. Una combinazione di pennarelli, di pastelli e di penne gel riesce a rendere bene la cifra realistica, presentificando i soggetti rappresentati, che finiscono per acquisire quella terza dimensione estranea per definizione al disegno o alla pittura. I soggetti sono più vivi che in foto, i loro contorni “morbidi”, le loro forme pronunciate a tal punto da sembrare reali. In più occasioni non si riesce a discernere un disegno da una fotografia.

Carnivorous Plant of Australia (drawing)
Cephalotus Follicularis (photo)

Per ottenere quel senso di con-fusione tra reale e riprodotto occorrono molte ore di paziente lavoro; alcuni disegni hanno richiesto per la loro realizzazione anche più di 20 ore.

Per cercare di far comprendere la difficoltà di questo esercizio artistico, Nicole condivide con quanti seguono la sua arte utili tutorial step by step, in cui mostra i vari passaggi e le differenti tecniche di colorazione approntate per ottenere risultati sbalorditivi e più che realistici.

quelchii.deviantart.com

www.patreon.com/quelchii

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