Arti Visive

L’antica arte del Mandala Ricerca dell'armonia interiore attraverso le forze cosmiche.

Ultimamente, passeggiando fra gli scaffali di librerie e cartolerie, chi non ha notato quei meravigliosi album da colorare ricchi di disegni composti da figure geometriche e punti? Sono venduti come “scaccia-stress”, in quanto è risaputo che concentrarsi su un’attività che richieda precisione e ripetitività dei gesti aiuta a esorcizzare i pensieri negativi e ad allontanare (almeno temporaneamente) le preoccupazioni che ci affliggono; ebbene, questi affascinanti disegni compositi, che oggi impazzano pure in versione “tattoo”, prendono il nome di “màndala”, e no, non si tratta d’una semplice moda del momento; infatti questi simboli affondano le proprie radici nella notte dei tempi ed il loro significato è più profondo di quanto si possa semplicemente desumere osservandoli.
 
Il termine Mandala ha origine sanscrita, deriva dalla fusione di due vocaboli (letteralmente;“manda”= “essenza”e “la”=“contenitore”), parafrasabile dunque come “ciclo” o“cerchio della vita”.
Tale assemblaggio di diverse figure geometriche (le più frequenti sono il cerchio, il triangolo, il quadrato e il punto), riveste un significato spirituale sia nella religione Buddhista sia nel culto Induista; altra fondamentale caratteristica del mandala infatti è la sua vasta diffusione all’interno di varie culture orientali, seppur molto diverse e anticamente sconosciute fra loro.
 
Benchè la vera origine dei primi mandala non sia dunque accertata, essa è convenzionalmente associata alla cultura indiana, all’interno della quale trova la sua espressione grafica massima; tuttavia, il mandala scultoreo più antico di cui si abbia notizia risale a circa 6000 anni fa ed è collocato sul soffitto di una delle Piramidi di Abido (Egitto) e
rappresenta il Fiore della Vita o della Genesi.
Altro esempio di mandala molto intrigante è costituito dal Calendario Atzeco o Piedra del Sol, grande monolite rinvenuto in Messico e risalente circa al XV secolo; esso rappresenta la sintesi delle conoscenze cosmogoniche e astrologiche delle civiltà pre-colombiane ed è costituito da 8 cerchi concentrici, al centro dei quali è rappresentato il Sole, inteso come forza superiore che sprigiona la sua immensa energia vitale e la irradia verso l’esterno.
 
 
Possiamo dunque affermare che, in qualunque cultura e in ogni luogo del mondo in cui siano state rinvenute figure mandaliche, esse possono variare per quanto riguarda composizione, dimensioni e colori, ma sono sempre accomunate da un unico significato di base; l’armonia del cosmo parte inesorabilmente dall’armonia del singolo individuo, da cui si propaga.

Tuttavia, non dobbiamo considerare il significato del Mandala come filosofia antropocentrica, anzi; fra le tradizioni artistiche del Buddhismo tantrico, persiste nei secoli la Dul-kyil-tson-Khor,ossia la realizzazione di grandi mandala di sabbia colorata; la creazione di queste opere spettacolari infatti richiede spesso giorni -o anche settimane- di lavoro da parte dei monaci tibetani, che operano in gruppo con dedizione e precisione certosina, e che,

una volta concluso il grande e magnifico mandala, lo distruggono con una semplice passata di mano; con questo gesto si riassume il significato dell’opera, per ricordare l’inesorabile caducità dell’esistenza umana, idea ricorrente e diffusa nelle culture orientali.

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