Architettura e Design Arti Visive

L’ esperienza razionalista e la bellezza “disciplinata” L’esaltazione della funzione nell’architettura e nel design

Attraverso l’esperienza del bello all’uomo è concesso di sperimentare la gioia che deriva dalla fruizione di un’opera d’arte, frutto di un genio artistico. La bellezza è strumento per la felicità.

L’idea del bello ha subito e vissuto un’evoluzione lunga quanto la storia del genere umano: il bisogno di esprimersi artisticamente e con esso il bisogno di godere del bello che da quell’esperienza scaturisce, ha da sempre e costantemente accompagnato l’uomo.  Il bello è dunque un concetto relativo, mai stabile, filtrato attraverso i differenti gusti che contraddistinguono ciascuna epoca, è frutto delle circostanze storiche e sociali ad esse contingenti.

In particolare, si è registrato un momento nella storia dell’architettura e del design dominato da una cifra stilistica rigorosa, da una purezza estetica e formale unita alla funzionalità. È sotto il segno della ragione che si sviluppa l’esperienza italiana del Razionalismo, strettamente derivata dal Movimento Moderno.

Il bello consacrato al funzionale trova possibilità di espressione in un’Italia forte della volontà di risollevarsi dopo il primo conflitto mondiale; l’avvento della produzione industriale in seguito ne garantisce la vitalità espressiva.

Il Razionalismo si è configurato come un nuovo linguaggio dotato di un proprio originale codice estetico, in grado di rispondere alle domande del mercato secondo una logica rigorosa. Originato dunque dal particolare momento storico e dall’avvio della produzione seriale, si è posto come strumento per interpretare il moderno stile di vita.

L’esaltazione della linearità delle forme e dell’ordine porta alla luce il legame che unisce questa particolare esperienza – fatta di coerenza tra forma e funzione – all’arte classica, la cui essenza risiede nell’armonia delle forme. Il moderno si genera dal classico!

La volontà non di rompere con la tradizione, bensì di trasformarla, di reinterpretarla alla luce dei moderni sviluppi tecnologici è stata il fulcro del programma che ha animato un gruppo di giovani architetti del Politecnico di Milano, il “Gruppo 7”; ne facevano parte Carlo Enrico Rava, Larco, Frette, Figini, Pollini, Terragni, Castagnoli.

 

 

 

Giuseppe Terragni, Casa del Fascio (Como), 1932-1936
Gio Ponti e Pier Luigi Nervi, Grattacielo Pirelli o Palazzo Pirelli, 1956-1960


Le morfologie razionaliste, i principi del moderno gusto e le forme geometriche trovano concreta realizzazione in un Paese desideroso di prepararsi al decollo industriale e di adeguarsi ai
lifestyle europei.Lo spirito razionalista trova espressione oltre che su grande scala (la ex Casa del Fascio progettata da Giuseppe Terragni è l’esempio per eccellenza della “poetica” razionalista) anche nel design e nell’arredamento d’interni; la nuova filosofia artistica sfocia in un fresco modo di concepire l’abitazione e gli arredi, il tutto all’insegna della praticità e della funzionalità degli oggetti e degli spazi.

 

Gio Ponti, Superleggera, prodotta dal 1957
Gio Ponti, Superleggera, prodotta dal 1957
Gio Ponti, Lampada a sospensione, 1933

 

 

Pietro Chiesa, Luminator, 1933
Pietro Chiesa, Fontana, 1932

 

Nella compostezza e nella purezza estetica risiede la carica emotiva che porta al godimento di questa declinazione artistica, nata come una risposta politico-sociale al mutato panorama economico internazionale e nazionale. Il razionalismo, ovvero il movimento votato alla modernità, tende ad interpretare la linearità dei processi industriali; ne scaturisce così una lirica composta e rigorosa, all’interno della quale rintracciare gli elementi topici del bello.

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