Architettura e Design Arti Visive

Un posto per l’anima. Forme contemporanee dell’architettura sacra.

Un’opera architettonica deve essere funzionale e bella, deve cioè assolvere ad una funzione strumentale e deve porsi come strumento fisico e concreto per la trasmissione di un messaggio simbolico. La perfetta fusione di questi due principi garantisce un’elevata qualità dell’opera.

I luoghi di culto, stando alle coordinate appena delineate, rappresentano dunque spazi materiali adibiti all’accoglienze delle anime e luoghi pensati per consentire l’adeguato svolgimento delle funzioni.

Attraverso la bellezza delle forme – la qualità estetica di un’opera architettonica – viene veicolata la bellezza del messaggio liturgico, la funzione strumentale appunto.

La forza della trasmissione di questo messaggio “divino” trova una corrispondenza architettonica – nell’immaginario collettivo – nell’architettura romanica, gotica e barocca principalmente.

Bisogna riconoscere a queste forme architettoniche, che hanno superato egregiamente la prova del tempo, il diritto di essere considerate “immutabili”?

L’efficacia della trasmissione del messaggio liturgico sembrerebbe strettamente legata ad un canone estetico “fisso”, eppure un edificio sacro può essere considerato bello, funzionale e simbolicamente efficace anche se strutturalmente si discosta dai canoni estetici “tradizionali”.

I sistemi liturgici negli ultimi decenni non hanno subìto eccessive modificazioni, le forme dello stile invece sono passate attraverso il filtro dei nuovi dettami estetici. Lo spirito religioso ha trovato spazio nello spirito architettonico frutto di ogni epoca.

Nel nome di “una nobile bellezza” e di non di “una mera sontuosità”, la Chiesa cattolica appoggia la libertà di espressione, non avendo “mai avuto come proprio uno stile artistico, ma secondo l’indole … dei popoli” ammette “le forme artistiche di ogni epoca, creando, nel corso dei secoli, un tesoro artistico da conservarsi con ogni cura” (cfr. “Libertà di stili artistici” nel testo divulgativo “Costituzioni, decreti e dichiarazioni del Concilio Ecumenico Vaticano II”.

Il superamento del canone estetico legato ai luoghi di culto non è stato sicuramente rapido ed indolore; nello sviluppo storico dell’architettura sacra, le nuove forme non sono frutto di formalismi sterili o narcisismi. È mutato il sistema espressivo! L’arte e l’architettura sacra sono state anch’esse oggetto di sperimentazione.

L’avanguardista Le Corbusier, rivisitando in chiave moderna il luogo dedicato al culto cattolico e alla pietà, ha elaborato progetti decisamente innovativi, ma ugualmente capaci di trasmettere un forte messaggio simbolico. La luce che filtra attraverso le strutture “brutaliste” è Dio/Cristo, il cosmo di luci è la volta celeste. Concepite come luoghi di silenzio e di preghiera, la Cappella di Notre-Dame du Haut a Ronchamp e la Chiesa di Saint Pierre a Firminy rappresentano il superamento della forma della basilica a croce.

La pianta paraquadrata sormontata da una potente vela di cemento nero di Notre-Dame du Haut e lo studio della luce nella cappella a Firminy rappresentano lo sforzo di Le Corbusier teso alla ricerca di un equilibrio tra natura e geometria, all’insegna di una moderna estetica religiosa, frutto del suo tempo. Ogni elemento ha una ricercata forma scultorea. Il modello costituito da un’unica navata è fuori dagli schemi tradizionali.

 

Le Corbusier, Notre-Dame du haut, Ronchamp (1954-1955)

 

 

 

Le Corbusier, Notre-Dame du haut, Ronchamp (1954-1955)

 

Le Corbusier, Chiesa di Saint Pierre, Firminy (1969-2006)
Le Corbusier, Chiesa di Saint Pierre, Firminy (1969-2006)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un tono semplice, una facciata libera e ampia dominata da larga porta d’ingresso, il ricercato legame con l’ambiente circostante e la semplicità dei luoghi sono gli elementi rintracciabili nel progetto dell’architetto e designer finlandese Hugo Alvar Henrik Aalto pensato per la Chiesa di Santa Maria Assunta a Riola di Vergato.

Questo esempio italiano di moderna architettura sacra rappresenta la nuova concezione dello spazio liturgico, nel quale si addensano i riferimenti simbolici. La luce gentilmente riflessa è simbolo di sostanza divina, al Battistero si accede scendendo alcuni gradini – che ricordano l’immersione dei catacumeni nell’acqua – e sopra di esso una cupola di cristallo simboleggia la discesa dello Spirito Santo.

 

Hugo Alvar Henrik Aalto, Chiesa di Santa Maria Assunta, Riola di Vergato (1977-78)

 

Hugo Alvar Henrik Aalto, Chiesa di Santa Maria Assunta, Riola di Vergato (1977-78)

L’edificio sacro non ha perso la sua identità, ne ha acquisito altre, destinate comunque ad ospitare la collettività nei momenti di condivisione e di fede e a diventare nuovi punti di riferimento di un immutato spirito religioso.
Questi luoghi dell’anima si contraddistinguono per una decisa cifra stilistica che rompe fortemente con la tradizione ma che testimonia al contempo la volontà delle istituzioni religiose di rispondere adeguatamente ai cambiamenti epocali e di rinnovarsi stilisticamente.

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    By: Paola Baldassarre

    Nome: Paola Baldassarre
    Studi: Lettere classiche ed Italianistica e Scienze linguistiche presso l’Università di Bologna
    Descrizione: l’indecisione è il mio forte, per le scelte importanti infatti mi sono sempre affidata ai responsi della Pizia di Delfi. Sulla carta dovrei essere un’insegnante, ma una parte di me sente di avere una pronunciata vena artistica, che rivendica il suo spazio e la sua attenzione. Mi piace viaggiare, cucinare e mangiar bene, ascoltare musica, vedere film, cucire e dare sfogo alla mia creatività, fare giardinaggio…il dolce far nulla mi distrugge.

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