Archeologia Storia

Iconografia Pagana di idee Cristiane Evidenze delle sculture funerarie nell'Inghilterra di età Vichinga

I Vichinghi sono conosciuti attraverso storie provenienti da scritti del tempo, e la loro figura è stata per molto tempo legata a quella di pagani infedeli e crudeli, salpati in Inghilterra per rubare, distruggere chiese e monasteri. Questo stereotipo totalmente negativo è tuttora ancora diffuso nell’immaginario generale.

I racconti giunti a noi, generalmente attraverso commentatori e la Cronaca Anglosassone (XII sec d.C.)  non raccontano il falso, ma di certo talvolta tendono ad esagerare e raccontare le cose in maniera parziale.

I Vichinghi infatti sono molto più di tutto questo: il reale impatto degli insediamenti scandinavi durante il IX and X secolo d.C. nella società anglosassone è un soggetto controverso. Una delle difficoltà proviene dalla scarsezza di fonti scritte, le quali riportano i fatti accaduti solamente da un determinato punto di vista, consegnandoci una visione parziale degli eventi.

 

Quando le genti provenienti dalla Scandinavia salparono nelle Isole Britanniche, trovarono dei territori che da molto tempo erano già Cristiani. I monasteri inglesi rappresentavano delle facili e accessibili fonti di ricchezza per questi popoli provenienti dal Nord e nonostante la Chiesa generalmente godeva di una certa protezione garantita da motivi spirituali, i guerrieri Vichinghi non rispettarono affatto queste convenzioni. Monasteri e chiese venivano attaccate soltanto perché rappresentavano degli obiettivi vulnerabili e poco protetti; rari furono gli episodi in cui i saccheggi da parte dei Vichinghi fossero spinti da un odio “pagano” contro la Cristianità.

 

Studi confermano che parecchie chiese esistenti prima dell’arrivo dei Vichinghi, specialmente nell’Est dell’Inghilterra sono sopravvissute ad attacchi e saccheggi, andando in conflitto con lo scenario distruttivo lasciatoci dalle fonti antiche. Non solo, la sopravvivenza e continuità di queste chiese sarebbe anche stata supportata dai leader Scandinavi. Questi ultimi infatti ebbero presto ben presente che il ruolo del clero godeva di grande potere e influenza nella politica locale, e dunque compresero che personaggi come vescovi, arcivescovi e sacerdoti più influenti potevano rappresentare un grande supporto per l’inserimento delle loro genti nella nuova società. Arrivati nelle isole britanniche infatti, i Vichinghi furono capaci di ottenere molto velocemente degli importanti ruoli nella politica locale, creando una nuova élite che deteneva grande potere territoriale

La cosa può sembrare difficile da credere: nonostante i Vichinghi apportarono grandi danni a chiese e monasteri inglesi, la loro stessa conversione al Cristianesimo avvenne abbastanza rapidamente. Ovviamente è risaputo che le conversioni religiose nel Medioevo non ebbero sempre a che vedere con la fede personale, ma servivano anche per accrescere il senso di identità e appartenenza di un gruppo. Proprio per questo motivo la conversione delle genti in quel tempo avveniva solo grazie alla conversione del loro leader.

Ecco che a partire dall’VIII secolo d.C. cominciano ad essere fondate quasi spasmodicamente delle nuove parrocchie. Questo grande boom di costruzioni è dovuto alla presenza di questi nuovi proprietari terrieri, genti scandinave appunto, e alla loro ricerca di ricchezza e potere. Infatti, il possedimento di una chiesa era sia un importante status symbol, sia una grande fonte di reddito.

 

Per quanto riguarda il punto di vista religioso, il politeismo scandinavo era apparentemente incompatibile con il Cristianesimo, dunque le fonti antiche, commentatori e storici interpretarono l’accettazione del battesimo da parte delle genti vichinghe come un rifiuto al loro credo originale. Però, dal punto di vista di queste popolazioni, l’accettazione del dio dei Cristiani non era incompatibile con il loro credo: inclusero semplicemente il Dio cristiano nel loro panteon.

 

Questa visione, nuova e diversa rispetto a quella tradizionale del rapporto tra le genti scandinave e la popolazione delle Isole Britanniche, è possibile attraverso le analisi di altre evidenze come per esempio le sculture monumentali, nello specifico le grandi croci scolpite in pietra ritrovate in svariati cimiteri, vedi per esempio le croci monumentali di Gosforth (fig.1) e Nunburnholme (fig.2). Le immagini scolpite nelle sculture in pietra sono una perfetta rappresentazione di questa integrazione di figure Cristiane nel paganesimo scandinavo. Esse presentano scene bibliche: crocifissione, eucaristia, simboli cristiani come il calice di Cristo, insieme a scene provenienti dalla mitologia Norrena: guerrieri, eroi come Ragnarok o Heimdallr che combattono contro mostri. Inevitabilmente, molteplici parallelismi vengono creati tra i personaggi dei due culti, per fare qualche esempio: il personaggio mitologico di Sigurd è considerato la controparte pagana di San Michele, Weland invece rappresenta la versione pagana dello Spirito Santo o un evangelista, e molto altro ancora.

   

Figura 1. La croce di Gosforth.

 

Figura 2. Croce di Nunburnholme.

 

La fusione di immagini cristiane e pagane insieme era appropriata per l’élite vichinga, il cui regime in Inghilterra (tra il 910 e il 953 d.C.) era in alcuni casi in coalizione con le importanti figure ecclesiastiche locali, come per esempio accadde con l’Arcivescovo di York.

Possiamo dunque parlare di una sorta di religione ibrida che includeva caratteristiche sia del paganesimo che del Cristianesimo. Non c’è mai stata quindi una improvvisa conversione generale tramite il battesimo, poiché quest’ultimo era visto come uno strumento politico.

 

Nel caso della città vichinga di Deira (York), la Chiesa collaborò a creare l’idea che i guerrieri della nuova élite fossero simili agli antichi santi, per cui onorarono le sepolture di questi guerrieri con delle sculture in pietra. Dal punto di vista pagano questa connessione tra guerrieri e santi era accettabile perché, nella loro cultura di base guerriera, la visione vichinga di un santo era quella di un effettivo guerriero in terra che dunque, nell’aldilà, avrebbe ottenuto l’ingresso nel palazzo di Odino, il Valhalla. Di conseguenza, dal punto di vista vichingo ogni buon guerriero corrispondeva in effetti ad un santo.

 

La cristianità promossa da York, però, era considerata in un certo senso “paganizzata” per esempio dalla Chiesa dell’Inghilterra del Sud, che molto più si atteneva alle convenzioni religiose e che non si adattò così tanto al contesto politico.

Questo adattamento religioso, però, era parte del compromesso accettato per esempio dall’arcivescovo di York. Un compromesso per garantire la sua stessa sopravvivenza in un contesto con nuovi leader e nuova élite: l’alleanza con l’élite scandinava serviva a ristabilire l’autorità della Chiesa di York.

 

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

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