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La cyber distopia di Prof. Bad Trip Psycho fumetti per raccontare la realtà

Le storie a fumetti di Prof. Bad Trip sono disegni vivi che raccontano la cyber realtà immaginata dall’artista ligure Gianluca Lerici. Il tratto è inconfondibile, vortici da LSD riempiono le sequenze grafiche intricate e martellanti tanto quanto la techno music che presta il ritmo alle storie di una immaginata realtà trash.

Nato nel 1963 a La Spezia, il Prof. – “Bad Trip” perché “distopico”, bruciato dalle esperienze degli anni ‘80 – offre uno sguardo duro sul mondo attraverso i suoi fumetti. I suoi lavori si sviluppano nel “cerebrale”, aprendo la strada ad una considerazione critica della realtà di quegli anni – periodo di rivoluzione artistica e comunicativa in opposizione al potere costituito – spiegandone lo stato dei fatti e precorrendone gli sviluppi futuri.

I suoi non sono soggetti e sceneggiature tipici dei fumetti: la giungla “tekno-urbana” è popolata da robot bizzarri, scienziati pazzi, “tekno-poliziotti che usano le droghe per condizionare la gente”.

La spaventosa realtà distopica immaginata dal Prof. è il frutto di uno sguardo “puro” su di una società non altrettanto pura.

Più che attuale dunque il suo approccio critico alla luce della contemporanea evoluzione del mondo tecnologico votato al controllo di dati e informazioni personali, per i fini più disparati. Prof. Bad Trip abbraccia in pieno le tematiche del cyberpunk; il suo atteggiamento provocatorio si nutre dello spirito anti post-moderno che è proprio della letteratura distopica e di fantascienza.

L’incipit delle vignette di “Psycho” – che raccontano le vicende di un inetto investigatore che finisce per essere risucchiato dallo “psycho-vortex” diventando poi l’icona di un programma del pop-network – recita così: “Tutti a parlar male degli anni 80…VEDRETE NEL 2020! L’atmosfera sarà irrespirabile … la gente blindata nelle proprie case, plagiata dalla virtual-tele-vision … la robopolizia laverà il cervello ai liberi pensatori … telecamere ovunque spieranno le vostre azioni …”.

La rivoluzione digitale, che ebbe inizio nella seconda metà del XX secolo, ha mutato profondamente la vita sociale globale e il Prof. è riuscito, attraverso la sua satirica vena artistica, a cogliere e ad evidenziare la portata di tale evento rivoluzionario, votato di certo al miglioramento sociale, ma pieno di implicazioni negative.

Il suo amore per l’arte l’ha portato in maniera prolifica a lasciare la sua traccia inconfondibile su qualsiasi tipo di supporto, comunicando costantemente la sua visione di una realtà votata al controllo delle informazioni e delle persone, al consumismo e alla guerra. Tutto ciò anche attraverso le sue cyber-techno-vignette!

 

Bibliografia
Prof. Bad Trip, “I fumetti del prof Bad Trip”, 2008
Prof. Bad Trip, “L’arte del prof. Bad Trip”, 2007

https://www.youtube.com/watch?v=VqHwgt1DntA

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    By: Paola Baldassarre

    Nome: Paola Baldassarre
    Studi: Lettere classiche ed Italianistica e Scienze linguistiche presso l’Università di Bologna
    Descrizione: l’indecisione è il mio forte, per le scelte importanti infatti mi sono sempre affidata ai responsi della Pizia di Delfi. Sulla carta dovrei essere un’insegnante, ma una parte di me sente di avere una pronunciata vena artistica, che rivendica il suo spazio e la sua attenzione. Mi piace viaggiare, cucinare e mangiar bene, ascoltare musica, vedere film, cucire e dare sfogo alla mia creatività, fare giardinaggio…il dolce far nulla mi distrugge.

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    Labirinti green.
    La natura da indossare.
    Un posto per l’anima.
    Fenomenologia di un’arte provocatoria.
    La Vittoria alata.

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