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Oltre la pietra. L'eco della vicenda Mariana tra le mura della cattedrale di Chartres

Arte senza limiti

I cantieri delle fabbriche ecclesiastiche dell’Europa medievale rappresentano dei luoghi di sperimentazione privilegiati, in cui tutte le arti si uniscono in una costruzione corale, guidata da un anelito spirituale. Nell’edificazione di una cattedrale del XII secolo si sposano maestranze di ogni tipo: il lavoro congiunto di scalpellini, mastri vetrai, carpentieri, semplici operai (che non di rado si spostano da un lato all’altro del continente), rompe ogni categorizzazione, dando vita a forme espressive uniche.

Non fa eccezione la cattedrale di Nostra Signora della città di Chartres, sito di memorie galliche, oggi capoluogo del dipartimento dell’Eure-et-Loir. E proprio a questo passato ancestrale e alle innumerevoli peripezie costruttive che sembrano legate particolarità stilistiche e costruttive, molte delle quali non hanno mai smesso di stuzzicare letture esoteriche e riferimenti ad un universo iniziatico.

 

Tra storia e antiche leggende

In effetti, la ragion d’essere di questo edificio e il suo destino derivano da antiche forme di devozione – già presenti nelle popolazioni locali celtiche – nei confronti di una misteriosa Vergine nera. La vocazione mariana di Chartres si consolida – complice la codificazione cristiana di questi riti ancestrali – fino all’arrivo reliquia della Sancta Camisia, un velo che si riteneva fosse indossato dalla Vergine durante il parto. Donato dal sovrano Carlo il Calvo nel 876, il sacro lembo fu il propulsore della rinascita di una città che, dopo aver conosciuto la devastazione del fuoco vichingo e normanno, si apprestava a costruire la sua fortuna come meta dei percorsi pellegrinali. Fu durante la reggenza del venerabile Fulberto che iniziò la riedificazione della nuova struttura dalle ceneri della vecchia cattedrale romanica, devastata da un incendio.

Un altro cantiere fu aperto nel 1194 sui resti della struttura commissionata da Fulberto, anch’essa caduta sotto la furia del fuoco. Dopo l’ennesimo rogo, i lavori ripresero nel duecento, supportati dalla stupefacente solidarietà di re, vescovi, mercanti e popolo. Tutti uniti nella volontà di erigere il più grande simbolo della cristianità in Europa.

 

La Cattedrale oggi

Oggi la Cattedrale di Notre-Dame di Chartres è il complesso architettonico meglio conservato del Medioevo. Le sue enormi vetrate assorbono la luce e la diffondono lungo le tre navate come un’emanazione trascendente. Gli inimitabili colori animano volti di santi, episodi biblici, ma anche scene di vita quotidiana. La robustezza delle arcate ogivali si distribuisce lungo i costoloni, lasciando spazio alla leggerezza dei loggiati, delle finestre e dei rosoni. Le 4000 figure che costituiscono gli enormi portali istoriati sono una sinfonia di forme perfetta.

L’edificio diventa testimonianza visiva del testo sacro: le statue-colonne del Portale Reale; l’Antico Testamento, raccontato nel portale nord (“Portale dell’Alleanza”); il Giudizio Universale, prefigurato nel “Portale della Chiesa”. Persino il pavimento, con il suo enigmatico labirinto, ha qualcosa da raccontare. All’esterno, gli archi rampanti delineano una fitta trama stilistica, quasi superando la loro natura di espedienti strutturali.

 

La forma del suono che riempie Chartres

L’impostazione architettonica sembra far riferimento all’opera di maestranze altamente specializzate, vicine a confraternite Templari. Da qui svariate considerazioni sulla presenza di un oscuro sistema di simboli mistici afferenti al famoso ordine e ai suoi significati occulti. Ma ciò che appare più facilmente individuabile è la centralità della musica come mezzo di espressione privilegiato della filosofia e dell’iconografia cristiana. Se nell’arte medievale è legittimo parlare di architettura e decorazione come di una cosa sola e della musica come riflesso dell’armonia celeste, non è un caso che il legame tra strutture musicali e apparati architettonico-decorativi divenisse sempre più stretto.

Le Singende Steine (= pietre che cantano) [1] si configurano come una traduzione delle strutture armoniche musicali sulla superficie lapidea dell’edificio. Questo spiegherebbe come tra le maestranze che affiancavano Fulberto nel suo monumentale progetto ci fossero esperti musicisti. Ce lo dice Margot E. Fassler, che, in un piccolo articolo, [2] riflette sulla centralità della musica liturgica come strumento di progettazione delle chiese e del loro apparato decorativo. Prendendo in esame la cripta di Fulberto, una facciata del XII secolo e l’abside, la Fassler affianca una lettura dei testi liturgici, osservando come “ogni stadio è correlato ad una particolare fase di sviluppo in ambito liturgico-musicale.” Pare quindi che conoscenze di carattere musicale/liturgico avrebbero influenzato la decorazione architettonica dell’immensa cattedrale. In questo contesto assume rilevanza la figura di Sigone, abile cantore e probabile compositore della musica dei grandi responsori mariani conservati a Chartres.

In seguito all’incendio che nel 1134 distrusse l’intera città e danneggiò la cattedrale, fu avviato un grande programma di rinnovamento della zona absidale, in cui il sostegno alla musica rivestiva un ruolo preminente. Oltre allo stanziamento di una dotazione ai coristi, a questo periodo risale la costruzione delle due torri gemelle, collegate dal programma scultoreo della nuova facciata ovest. L’iconografia musicale qui impiegata rimanda alle suggestioni musicali presenti nelle sequenze mariane e nelle cinque antifone cantate ad ogni vespro mariano, che spesso venivano usate come antifone processionali nella liturgia stazionale della cattedrale di Chartres.” [2] Nel dettaglio: «l’organizzazione e la concezione del complesso scultoreo siano correlate in modo particolare ai testi cantati nella Celebrazione della Natività della Vergine, soprattutto il commentario di Rabano Mauro che veniva letto nell’ufficio durante tutta l’ottava della festa. Anche la vetrata del XII secolo (detta dell’Albero di Jesse), ancora oggi conservata, è strettamente connessa al programma liturgico e musicale della cattedrale di Chartres, in particolare nella rappresentazione del responsorio Stirps Jesse, nella finestra ogivale a nord.» [2] Suggestiva è anche la Belle Verrière, “la rappresentazione visiva dei canti dell’avvento e dei testi contenuti nella Lettera agli Ebrei.” [2]

Questa polifonia decorativa, che ricalca quella degli uffici mariani, conferma la funzione catechetica di questo e degli altri edifici medievali. Ad ogni centimetro della superficie architettonica è affidato il messaggio cristiano: dagli enormi portali, fino alle bellissime vetrate. E il termine “Bibbia di pietra” deriva proprio dalla potenza comunicativa di questi straordinari edifici religiosi, in cui la lettura dello spazio architettonico e della dottrina si sovrappongono meravigliosamente.

 

La sostanza del suono che regge Chartres

Ma questa emanazione di simbologie musicali in Chartres si sprigiona da un livello più profondo, quello del corpo stesso della cattedrale. Secondo alcuni, infatti, la pianta e le proporzioni di Chartres sono state concepite impiegando modelli matematici che ricalcano lo schema armonico della scala diatonica. Se così fosse, ogni elemento costruttivo rappresenterebbe un’unità ideale all’interno delle relazioni di un sistema modale di note.
La storia di Chartres e di altri grandi centri della cristianità d’occidente è quella di una civiltà in grado di interiorizzare la percezione spaziale e restituirla tramite un’interpretazione lirica di infinita elevatezza.

 

 

Fonti:

Marius Schneider, Singende Steine: Rhythmus-Studien an drei katalanischen Kreuzgängen romanischen Stils, Bärenreiter-Verlag, 1955.

Margot E. Fassler, III, 5. Musica, liturgia e spazio architettonico: l’esempio della cattedrale di Chartres, contenuto in Atlante storico della Musica nel Medioevo, pp. 92-95.

http://www.medievale.it/articoli/chartres-la-cattedrale-e-la-citta-vecchia/

http://www.sangalgano.info/geometria_it.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Chartres

Storia del Lettering (2): Textura e Cattedrale di Chartres

Chartres, la cattedrale gotica con il labirinto e i segreti templari

http://polisemantica.blogspot.it/2018/02/la-simbologia-dellalbero-di-jesse-di.html

Pinterest

 

 

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=Jk3VsinLgvc

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