Ewa Lipska e le “impronte” del mondo memoria e rebus ne "Il lettore di impronte digitali"

“Il mondo/ in cui vivevamo/ si chiamava Rebus/ e se ne infischiava delle nostre domande” (Rebus). Il mondo e la sua complessità da gioco enigmistico: questo si configura da subito come oggetto dell’osservazione di Ewa Lipksa in “Il lettore di impronte digitali”1, prima raccolta in versi dell’autrice tradotta in Italia. Già il titolo ci parla…

Il danno di una critica inutile. Contro la critica letteraria che non “serve”.

  Sentenziare sulla fine della critica letteraria è un piacere a cui ben pochi negli ultimi anni si sono sottratti. La discussione, tutt’altro che futile, sullo stato di questa disciplina però sta animando da qualche mese il dialogo sulle pagine dell’Indice dei libri del mese, coinvolgendo nomi importanti della nostra saggistica contemporanea. (di seguito link…

Miti Contemporanei pt.2 Elena Loewenthal e i "Miti Ebraici"

Con l’ articolo Miti Contemporanei pt.1 abbiamo iniziato questo breve percorso nel mito d’oggi. La prospettiva barthesiana 1, immersa in un mondo occidentale interconnesso e secolarizzato, ci propone il mito come una parola allontanata dal suo senso e determinata dall’intenzione che vuole trasmettere. Una parola scelta dalla storia e destinata quindi a cessare di essere mito.…

J.H Prynne, “Poesia dell’aeroporto: etiche di sopravvivenza” Una traduzione inedita

Jeremy Halvard Prynne (Kent, 1936) è considerato uno dei principali esponenti del tardo-modernismo inglese, figura centrale del gruppo di Cambrige del British Poetry Revival. Ha pubblicato trenacinque raccolte di poesie dal 1962 ad oggi, tutti ristampati in Poems (3° ed. Bloodaxe Books, 2015) di cui ricordiamo ‘Kitchen Poems'(1968), “The White Stones'(1969), ‘Brass’ (1971), ‘Wound Response'(1974,…

Magrelli: nel nome di un padre Paternità e identità in "Geologia di un padre"

Concludere “nel nome del padre” è una formula che da quasi duemila anni il mondo occidentale ripete costantemente e che tutt’oggi non ha smarrito il suo forte connotato rituale. Valerio Magrelli la sceglie per chiudere, a distanza di dieci anni, la tetralogia in prosa iniziata nel 2003 con Nel condominio di carne[1]: partire quindi dal…