Jean-Pierre De Mesmes e la sua Grammaire Italienne L'affermazione della dignità dei volgari nel'500

La necessità di dimostrare che anche il volgare, e non solo il latino, era dotato di grammaticalità e  regole ed il bisogno di unificare una prassi scrittoria diversificata tra lingua cortigiana e lingua della cancelleria favorirono in questo periodo la nascita delle prime grammatiche a stampa dell’italiano. L’estraneità di questi manuali da fini propriamente didattici…

Simona Vinci: La prima verità e la follia Discorso a margine

Parlare di follia spesso implica un presupposto definitorio: la follia è alterità, e l’esigenza primaria è segnalare la lontananza reciproca di insanità e ragione. È importante, insomma, creare un confine, separare le contiguità, sezionare e recidere. Commentando una frase di Dostoevskij nel Diario di uno scrittore  – “Non è rinchiudendo il vicino che ci si…

Ewa Lipska e le “impronte” del mondo memoria e rebus ne "Il lettore di impronte digitali"

“Il mondo/ in cui vivevamo/ si chiamava Rebus/ e se ne infischiava delle nostre domande” (Rebus). Il mondo e la sua complessità da gioco enigmistico: questo si configura da subito come oggetto dell’osservazione di Ewa Lipksa in “Il lettore di impronte digitali”1, prima raccolta in versi dell’autrice tradotta in Italia. Già il titolo ci parla…

L’opera in versi: Unicum nel panorama letterario italiano

Fondamentale esponente del panorama letterario novecentesco e vincitore nel 1975 del premio Nobel per la letteratura, Eugenio Montale morì nel 1981 lasciandoci un inestimabile patrimonio di immagini poetiche: dal “male di vivere” degli Ossi di seppia alla “poetica dell’oggetto” de Le occasioni, fino agli spunti ironici e ai toni dimessi e colloquiali delle ultime raccolte.…

I Vinti di Verga Prefazione ai Malavoglia

Correva l’anno 1865 quando Verga si allontanò per la prima volta dalla sua Sicilia, soffocato dall’arretratezza e dall’emarginazione che accomunava il Mezzogiorno dello Stato appena unificato. Benché fosse figlio di proprietari terrieri, il desiderio di realizzarsi nel campo letterario lo spinse ad abbandonare gli studi in legge e a trasferirsi inizialmente a Firenze e successivamente…

Il libro e il cammino. Poesia, divertimento e ricerca di voce.

La poesia ci divertisce da molti delitti. TASSO Del vocabolo italiano divertire udiamo pure fioco – per lungo silenzio, solitudine claustrale della parola – il sussurro. «Distogliere, allontanare», assiste il dizionario De Mauro, «volgere altrove». E il Gabrielli, che registra l’uso raro e i pigmenti letterari nel preciso contenuto semantico, aggiunge: «far prendere un’altra direzione».…

Il danno di una critica inutile. Contro la critica letteraria che non “serve”.

  Sentenziare sulla fine della critica letteraria è un piacere a cui ben pochi negli ultimi anni si sono sottratti. La discussione, tutt’altro che futile, sullo stato di questa disciplina però sta animando da qualche mese il dialogo sulle pagine dell’Indice dei libri del mese, coinvolgendo nomi importanti della nostra saggistica contemporanea. (di seguito link…

La critica secondo Walter Benjamin

Nato a Berlino nel 1892 da una famiglia ebrea, Walter Benjamin riscopre intorno ai vent’anni l’ebraismo. Il successivo approfondimento della filosofia kantiana e del romanticismo culminano nella Tesi Il concetto di critica nel primo romanticismo tedesco. Pubblica in seguito Per la critica della violenza, Il compito del traduttore, un saggio sulle Affinità elettive, un grandioso…