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Storie di Quino Le strisce satiriche di Joaquin Salvador Lavado Tejón

Il linguaggio del fumetto, attraverso la fusione di testi ed immagini, si presta a raccontare piacevolmente storie di eroi immaginari o di very normal people, alle prese con i problemi propri e del mondo.

La natura umana e le problematiche sociali contemporanee rientrano tra i soggetti prediletti dagli artisti della “letteratura disegnata” – così come la definisce Hugo Pratt – che si rendono portatori di messaggi ad alto livello educativo e di riflessioni.

L’argentino Quino, diminutivo di Joaquin, ha scelto proprio il fumetto per superare la sua natura introversa ed esprimere le sue idee.

Nato nella provincia di Mendoza il 17 luglio 1932, figlio di immigrati andalusi, cresce in un ambiente famigliare sensibile alle problematiche della Spagna interessata dalla guerra civile di quel tempo. Rimasto orfano di madre prima e di padre poi, termina la scuola dell’obbligo e si iscrive alla Scuola di Belle Arti di Mendoza, non portandola a termine però. Il suo estro da cartoonist cozzava con la disciplina della scuola. Da autodidatta, quindi, inizia ad esternare il suo pensiero creativo, codificandolo attraverso il codice del fumetto.

Il nome di Quino è indissolubilmente legato a quello della enfant terrible di Mafalda la contestatrice; l’anno di nascita è il 1963 e la sua genesi è legata molto probabilmente alla pubblicità di una marca di elettrodomestici. Mafalda, che odia la minestra e critica la vita della madre e del padre, porta il lettore a riflettere sui gravi problemi del mondo, sulla disuguaglianza sociale e sulle ingiustizie.

 

Mafalda

 

L’unicità di Mafalda, personaggio positivo e grillo parlante che si rivolge con i suoi “pensamenti mafaldeschi” alle coscienze dei lettori adulti, è tale poiché lo stesso Quino, timoroso di ripetersi, decide di interromperne la pubblicazione nel 1973.

L’impronta satirica e garbata legata al personaggio infantile è presente in tutti i lavori dell’argentino, che con eleganza sbatte in faccia ai suoi lettori le sue incazzature; “gentilissimo e cattivissimo” prende a calci gli arroganti del mondo, ma sempre col sorriso sulle labbra.

Le sue strisce si dimostrano ancora attuali e non in virtù della sua “capacità di usare un linguaggio che dura nel tempo”, bensì per “colpa di quello che accade nel mondo”. Il mondo è sempre lo stesso, la guerra continua ad esserci comunque, la crisi economica c’è sempre.

Ma nonostante le arrabbiature, la satira di Quino è educativa perché c’è sempre un messaggio preciso per il lettore. Attraverso matita ed inchiostro, elargisce consigli e riflette sulla variegata società. Innamorato del genere umano, se ne burla e con povertà di parole opera un’incisiva critica sui costumi sociali, sulla vita di coppia, sulla sessualità, sulla religione, chiedendosi come si fa ad essere buoni e cattivi allo stesso tempo.

Con i suoi disegni umoristici, Quino è riuscito a cogliere il tratto universale delle più svariate vicende umane, aprendo la strada a campagne di sensibilizzazione e riflessione.

 

Bibliografia

Quino, “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”, Milano 1993

Quino, “Quanto è cattiva la gente!”, Milano 2012

Quino, “Lei non sa chi sono io”, Milano 1973

Quino, “10 anni con Mafalda”, Milano 2012

Quino, “Mafalda. Viva la contestazione!”, Roma 2004

Quino, “Mafalda colpisce ancora. 999 perle dell’enfant terrible del fumetto”, Milano 2015

 

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    By: Paola Baldassarre

    Nome: Paola Baldassarre
    Studi: Lettere classiche ed Italianistica e Scienze linguistiche presso l’Università di Bologna
    Descrizione: l’indecisione è il mio forte, per le scelte importanti infatti mi sono sempre affidata ai responsi della Pizia di Delfi. Sulla carta dovrei essere un’insegnante, ma una parte di me sente di avere una pronunciata vena artistica, che rivendica il suo spazio e la sua attenzione. Mi piace viaggiare, cucinare e mangiar bene, ascoltare musica, vedere film, cucire e dare sfogo alla mia creatività, fare giardinaggio…il dolce far nulla mi distrugge.

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