Cinema

“The Young Pope” di Paolo Sorrentino: un’illusoria e travagliata ricerca spirituale e affettiva

Il “silenzio cinematografico” dell’eccentrico regista Paolo Sorrentino, ora interrotto dal debutto nelle sale cinematografiche della prima metà del film Loro, è in parte giustificato dall’impegno infuso nell’esperienza televisiva di The Young Pope (2016), prodotto affascinante e misterioso in grado di affermare a livello mondiale la nascita di una serialità italiana d’autore.

Il primo esperimento televisivo del regista partenopeo si caratterizza per la presenza di una solida struttura narrativa, mai disgiunta dalle intromissioni di un onirismo surreale e di numerosi riferimenti culturali al mondo della letteratura e della storia dell’arte. La storia si configura come un intreccio di intrighi e di misteri promotore di un’indagine colta e raffinata relativa alle contraddizioni umane che, a loro volta, costringono il protagonista, Lenny Belardo alias Papa Pio XIII, “a percorre il cammino della solitudine umana alla ricerca di un dio da donare a tutta l’umanità. E soprattutto a sé stesso”.

Lenny è l’uomo dei primati: non solo è il primo papa americano della storia ma è, anche e soprattutto, il papa più giovane ad essere mai stato eletto. Eppure, dietro la sua brillante e inostacolata scalata al soglio pontificio si nasconde una fitta trama di intrighi e di strategie mediatiche: il suo fascino e la sua personalità avvolta da un’aura di santità impeccabile potrebbero finalmente rivelarsi l’arma vincente del Consiglio Cardinalizio, utile allo scopo di rinsaldare la carente fede dei cristiani di tutto il mondo.

È proprio sotto questo aspetto che The Young Pope si differenzia da tutti gli altri tentativi di rappresentazione della casta religiosa: il clero messo in scena da Sorrentino è composto da esseri umani tra gli umani, personaggi privi di una qualsiasi connotazione divina che portano prepotentemente a galla pregi e difetti umani, enigmatici peccatori travestiti da santi colpevoli di orgoglio, di arroganza e di superbia. Questa paradossale aderenza alla realtà permette, a volte, l’intromissione di uno spiraglio di comicità e di ironia, riuscendo ad accentuare ancor di più una drammatica riflessione sul vero significato da attribuire alla concezione di fede religiosa.

Una riflessione che coinvolge in primo luogo la stessa figura a capo dello stato pontificio: il personaggio di Pio XIII, interpretato da un sorprendente Jude Law, è interessato da un profondo processo di evoluzione spirituale che lo porterà ad indagare il proprio complesso e problematico rapporto con dio. Un atteggiamento che fa da sfondo ad una personalità ricca di contrasti: le sue stesse fantasticherie relative ad una rivoluzione in seno alla chiesa si scontrano definitivamente con il suo carattere conservatore e difficilmente manipolabile. Un concentrato di opposizioni che distrugge inesorabilmente l’illusione che la chiesa possa realmente intraprendere un cammino verso la liberalità.

Il Vaticano è pieno di anime perse che non hanno mai vissuto.

Anche il papa, perciò, si mostra come un uomo tormentato e oppresso da preoccupazioni e aspettative esterne, completamente incapace di liberarsi dal peso di un passato drammatico e troppo ingombrante. Un passato da orfano abbandonato dai genitori che ha sempre dovuto trovare da solo il proprio equilibrio mentale ed emotivo, completamente incapace di provare amore ed empatia nei confronti di coloro che lo circondano, schivo e distaccato proprio perché ossessionato dal desiderio di riuscire a ritrovare i propri genitori.

Una ricerca che pian piano lo condurrà verso la fredda consapevolezza di vivere in un mondo caratterizzato dall’assenza di amore e da un eccesso di abbandono; tematiche che si spingono fino alla rappresentazione di questioni molto delicate, come l’omosessualità e la pedofilia. Una ricerca che assume sempre più i toni di un viaggio mistico, spirituale e onirico che dall’immobilità di un pontificato radicato sul terrore e sul mistero potrà forse condurlo all’apertura e ad una seppur debole speranza di pace interiore e di riconciliazione con l’umanità.

 

 

Filmografia:

visione di The Young Pope, Paolo Sorrentino, 2016

 

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