Arti Visive

Di-segni satirici Quando l'indignazione provoca il riso

Visitare una mostra è un percorso di godimento estetico che porta alla soddisfazione di una curiosità, ad un senso di appagamento per aver approfondito le proprie conoscenze in merito ad un determinato tema.

Accade anche che possa diventare una premessa per una riflessione più approfondita di quello di cui si è goduto attraverso la vista.

L’aver visitato la mostra “Ad Reinhardt. Arte + satira”, ospitata nella galleria civica di Modena, mi ha portato a riflettere sul genere della satira e sulla sua modalità di veicolare efficacemente contenuti importanti.

Adolph Dietrich Friedrich Reinhardt (1913-1967) è stato un artista statunitense, noto principalmente per essere stato un pittore astratto, conosciuto dal pubblico anche per i fumetti satirici a sfondo politico.

Reinhardt attraverso le sue vignette, nelle quali manifeste sono le influenze che derivavano dai primi movimenti artistici modernisti, ha espresso le sue idee progressiste, che spesso lo posero in contrasto col governo americano.

Lo spirito che ha animato i prodotti artistici di Reinhardt è exemplum della sostanza propria del genere satirico: l’associazione di problematiche serie ed importanti che riguardano l’uomo ad un senso di indignazione espresso attraverso la degradazione, costituisce la formula della satira.

Scomode verità vengono comunicate con assoluta immediatezza, codificate in un linguaggio facilmente e immediatamente fruibile, comprensibile da tutti.

L’argomento eterno della satira, dunque, è la condizione umana: l’uomo è inquieto per natura, deve risolvere i problemi legati alla sua condizione, i quali poi a loro volta ne generano degli altri. Tutto questo è fonte inesauribile di ispirazione.

Da qui nasce questo modo di leggere ed interpretare le naturali difficoltà esistenziali, codificandole in un linguaggio misto di riso e indignazione. Il risultato è una visione della vita seriosa e devastante, poiché incisiva.

Una vignetta che si beffa della classe politica e dei problemi dell’uomo provoca il riso, sensazione di diletto effimera però, a cui fa seguito l’indignazione.

Attraverso il camuffamento ironico, l’autore satirico fa interessare il pubblico ai problemi del mondo, fornendo al contempo un mezzo di evasione e diletto. La sua “collera” nasce dal disprezzo che nutre nei confronti della “vittima”, alla quale vuol far perdere la faccia. Il riso che ne scaturisce è un potente strumento di derisione e umiliazione.

Ma quando la satira diventa arte? Quando si registra il passaggio da stato d’animo a prodotto artistico?
Lo spirito satirico nasce dalla fusione della denuncia unita ad elementi estetici che provocano il diletto. Da una parte dunque impegno e interesse nei confronti dei problemi del mondo, dall’altra distacco dal terreno in cui si coltivano questi ultimi.

Al disegnatore quindi il compito di svelare i mali che affliggono un paese, al lettore quello di intenderli attraverso il particolare segno grafico.

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    By: Paola Baldassarre

    Nome: Paola Baldassarre
    Studi: Lettere classiche ed Italianistica e Scienze linguistiche presso l’Università di Bologna
    Descrizione: l’indecisione è il mio forte, per le scelte importanti infatti mi sono sempre affidata ai responsi della Pizia di Delfi. Sulla carta dovrei essere un’insegnante, ma una parte di me sente di avere una pronunciata vena artistica, che rivendica il suo spazio e la sua attenzione. Mi piace viaggiare, cucinare e mangiar bene, ascoltare musica, vedere film, cucire e dare sfogo alla mia creatività, fare giardinaggio…il dolce far nulla mi distrugge.

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